Ancona, c'è un'offerta per Aerdorica:
gli inglesi stanno atterrando sul Sanzio

Venerdì 4 Gennaio 2019 di Martina Marinangeli
Ancona, c'è un'offerta per Aerdorica: gli inglesi stanno atterrando sul Sanzio
ANCONA - Njord Partners ad un passo dal Sanzio. Alla vigilia del D-day per l’acquisizione di Aerdorica, con la scadenza del bando fissata per oggi alle 13, l’amministratore unico, Federica Massei ha confermato l’arrivo, ieri mattina, di una busta contenente l’offerta per la sottoscrizione dell’aumento di capitale da 15 milioni di euro e pare che si tratti del fondo inglese. La società spagnola di logistica Daccimet Hispania avrebbe alla fine deciso di non partecipare alla gara, stanca della lunga attesa e disorientata dalla totale assenza di comunicazioni negli ultimi sei mesi da parte della società gestore del Sanzio e del socio di maggioranza, la Regione.
 
Fuori dai giochi già da settembre era invece la terza pretendente, la compagnia aerea italiana Air Vallee, per la quale il Tribunale di Rimini ha decretato in appello il fallimento. Ora la corsa a tre sembra proprio essersi trasformata in una vittoria a tavolino – a meno che non arrivino altre offerte last minute di nuovi potenziali partner – per il fondo di investimenti Njord Partners, che in Italia ha già acquisito, lo scorso luglio, l’80% del lanificio Cerruti di Biella, dimostrando un interesse diversificato per il Belpaese. Nelle scorse settimane, il gruppo inglese era stato visto di nuovo nei corridoi del Sanzio per un’ulteriore analisi dell’infrastruttura, cosa che era stata letta come un buon auspicio per l’effettiva partecipazione alla gara.
  
Per il 7 gennaio è stata fissata l’apertura ufficiale delle buste, da passare al vaglio dell’assemblea dei soci, e Aerdorica potrà finalmente tirare un sospiro di sollievo e guardare al futuro con più ottimismo, dopo un lunghissimo percorso ad ostacoli, anche se, di fatto, si rimettono indietro le lancette di sei mesi. Dopo il primo bando andato deserto a dicembre 2017, infatti, il 13 giugno scorso erano state depositate tre offerte vincolanti da Njord, Daccimet e Air Vallee. Una commissione valutatrice aveva giudicato la proposta di Njord Partners come la migliore, ma poi l’intera operazione era stata bollata come una semplice analisi di mercato perché l’Enac richiedeva una gara ad evidenza pubblica ed un bando con tutti i crismi della regolarità in presenza di più concorrenti, da far approvare anche ai ministeri dei Trasporti e di Economia e Finanza.
 
Se si fosse presentato un solo competitor già allora, come parrebbe profilarsi ora, non sarebbero stati necessari tutti questi passaggi ulteriori ed Aerdorica sarebbe a questo punto privata. In ogni caso, l’attesa sarebbe valsa la pena se si traducesse nel rilancio di un’infrastruttura dalle grandi potenzialità, ma gravata da un pesante debito arrivato a oltre 40 milioni di euro, con una perdita da 21 milioni di euro nel 2017 dovuta alla svalutazione dei cespiti.
 
Proprio a causa di questa precaria condizione finanziaria che negli anni ha drenato le casse pubbliche, l’ingresso di un socio privato di maggioranza è stata la conditio sine qua non posta dall’Unione Europea per il suo ok alla ricapitalizzazione della Regione da 25 milioni di euro, senza la quale il piano concordatario per scongiurare il fallimento non si reggerebbe. Con un privato nella stanza dei bottoni, l’istruttoria a Bruxelles dovrebbe avere un esito positivo. Due tasselli fondamentali di un puzzle che ha il suo ultimo pezzo nell’adunanza dei creditori, slittata al 14 marzo, durante la quale verrà messa ai voti proposta di concordato.
 
In quell’occasione, i commissari Camillo Catana e Stefano Francia daranno il loro parere conclusivo sul piano concordatario e ciascun creditore potrà esporre le ragioni, nel caso ce ne fossero, per le quali non ritiene accettabile la proposta di concordato. Se invece la maggioranza dell’assemblea darà il suo ok alla proposta, il concordato sarà approvato. A chiudere l’iter, il decreto di omologa del Tribunale fallimentare, che presumibilmente arriverebbe già nel giro di pochi mesi. © RIPRODUZIONE RISERVATA