Cinque sfratti al giorno nelle Marche, tanti nella provincia di Ancona: «Contributi per gli affitti»

Cinque sfratti al giorno, tanti nella provincia di Ancona: «Contributi per gli affitti»
Cinque sfratti al giorno, tanti nella provincia di Ancona: «Contributi per gli affitti»
di Lorenzo Sconocchini
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Sabato 14 Ottobre 2023, 02:35 - Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre, 15:35

ANCONA Più di 1.800 sfratti in un anno (cinque ogni giorno) oltre un terzo dei quali per morosità, concentrati soprattutto nella provincia di Ancona. E’ il quadro allarmante - indice di una marcata sofferenza abitativa - che emerge dai dati resi noti dall’Uniat Marche, associazione legata alla Uil che si occupa degli inquilini. Se ne è parlato nei giorni scorsi durante un convegno organizzato da Uniat con le altre sigle Sunia e Sicet. L’emergenza riguarda soprattutto la provincia di Ancona che, nei dati relativi al 2022, conta quasi il 60% degli sfratti regionali per morosità (393 su 657). 

 

 

Il tema sociale


«Il tema dell’abitare – spiega Andrea Catalani, presidente dell’Uniat Marche – è diventato il problema sociale tra i più importanti ma la Regione sembra sottovalutare, in continuità con la passata amministrazione, le politiche abitative.

Ciò è certificato dalla scarsità o mancanza di finanziamenti messi a bilancio negli ultimi anni». La Regione, riconosce però la stessa Uniat, ha recuperato e stanziato 926.351 euro di fondi statali residui per i contributi alla morosità incolpevole e si sta aspettando che escano i Bandi Comunali per dare una mano alle famiglie. «Ma vista la difficoltà a fruire di tali risorse da parte degli interessati anche per la complessità delle procedure previste - auspica l’associazione impegnata nella tutela del diritto alla casa - auspichiamo un confronto con la Regione per dirottarli in buona parte sul sostegno agli affitti, che ha dimostrato una buona efficacia e in genere un completo utilizzo».


Le Marche contano circa 16.500 alloggi di edilizia pubblica ma secondo Uniat «si tratta di un patrimonio che nel tempo è stato impoverito a causa del combinato disposto del piano vendite attuato dalla precedente giunta Ceriscioli (alienati 3.347 immobili) e il Piano triennale di edilizia residenziale fermo al 2013». Un’emergenza abitativa aumentata da eventi come l’alluvione, in un contesto già molto complicato dalla crisi energetica e dall’inflazione con l’impennata delle rate dei mutui e delle bollette.


«Crediamo – aggiunge Bruno Ulisse, coordinatore regionale dell’Uniat - che sia necessario ripensare e trovare nuovi equilibri, tra le necessità dei singoli cittadini e il sistema sociale nel suo complesso». 

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