Emergenza Coronavirus: tutti in pineta al Passetto, il regno del relax inatteso

Giovedì 27 Febbraio 2020
Emergenza Coronavirus: tutti in pineta al Passetto, il regno del relax inatteso

ANCONA - Asili chiusi, scuole off limits, università inaccessibili. E’ la dura legge del Coronavirus che rischia di mettere in ginocchio pure l’istruzione. E allora, senza lezioni e compiti in classe, che si fa? Ozio o studio, questo è il dilemma. Come primo giorno di vacanze forzate, molti hanno scelto il riposo: ci sta, prima del rush finale.

Un sogno, la mattina, alzarsi senza l’odiata sveglia. E vuoi mettere giocare alla play fino a mezzogiorno, senza lo stress di mamma e papà? Poi un giro per negozi, due chiacchiere con gli amici, una partita a calcetto in questo febbraio mite. Ma la tecnologia scompagina il piano-relax. Allo scientifico Savoia, ad esempio, hanno messo al bando le vacanze: le lezioni si fanno on-line. E magari ci scappa pure la verifica su Google Hangout, una delle piattaforme usate dagli insegnanti 2.0. «Il prof di filosofia ci vuole interrogare tutti davanti alla webcam, ma bisogna stare attenti: se abbassi lo sguardo, può pensare che sbirci sugli appunti» spiega Andrea di Cataldo, maturando del Savoia. Ha passato la mattina a studiare «perché sì, sono un secchione» sorride. Con Valentina, la fidanzata, iscritta allo scientifico Cambi di Falconara («Da noi c’è un approccio più soft, ci godiamo le vacanze») si è concesso giusto una passeggiata dopo pranzo al Passetto. 

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Poi di nuovo sui libri. «Domattina mi devo connettere a Google Classroom perché alla seconda ora c’è inglese - dice Andrea - Me la sono voluta: ho scelto l’indirizzo Cambridge in una scuola tosta e all’avanguardia. Però ai prof l’abbiamo detto: sul registro elettronico ci stanno arrivando troppi compiti. Quella di italiano ci ha dato 50 pagine sulla letteratura della diversità: non stanno esagerando? Una mia compagna doveva partire per la montagna, ma ha dovuto rinunciare. Tutti si aspettavano una vacanza, e invece...non vediamo l’ora di tornare a scuola». La pausa inattesa rischia di trasformarsi in ansia per i liceali.

Virginia e Giulia frequentano il classico Rinaldini, sulla scalinata del Passetto hanno incrociato due amici dello scientifico Galilei, Matteo e Lorenzo, che raccontano: «Abbiamo fatto colazione insieme e poi un giro in auto con un ragazzo che ha la patente. Ma qui c’è da studiare, tanto. Arrivano le prove comuni di matematica, i prof ci hanno caricato di compiti». Confermano le amiche: «Al Classico ci hanno dato le versioni di latino e greco da fare a casa, anche se si sono regolati: sfruttiamo la paura per metterci in pari col programma». Più in là, sotto la pineta, un manipolo di ragazzi si divertono a biliardino: fanno la terza media alle Pascoli. «Ho invitato tutti a casa mia a giocare alla Play e pranzare insieme - dice il “boss” del gruppo -. Dopo facciamo un giro in centro, ma da domani studiamo perché quest’anno abbiamo l’esame. I prof non erano contenti della chiusura, ma per noi è giusto così: anche i minorenni cominciano ad essere contagiati. Il virus ci fa paura». 

Ultimo aggiornamento: 16:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA