Scortichini: «Poker di A: Ancona aperta, accessibile e accogliente»

Sabato 23 Gennaio 2021 di Maria Cristina Benedetti
Scortichini: «Poker di A: Ancona aperta, accessibile e accogliente»

Dall’ex rettore a un politico di lungo corso, fino a un manager della sanità: al capezzale del capoluogo che cerca di ritrovare la propria identità dopo la sconfitta nella sfida della cultura.

Uomo di mondo. E nel suo caso non è certo solo un modo di dire. Ludovico Scortichini, tour operator e presidente di Confindustria turismo, di angoli di cielo ne ha visti parecchi. 
Tracci la mappa della Dorica alla ricerca di se stessa. Ha bisogno di sponsor esterni, di visione o di ideali da condividere?
«La terza che ha detto. Un progetto, qualunque esso sia, va studiato assieme».

 

Così non è stato nel caso di Ancona capitale della cultura?
«Io non sono stato chiamato e neppure qualche altro rappresentante del turismo. Quando Matera doveva concorrere per diventare leader della cultura europea, il mio collega locale, Gaetano Lionetti, è stato coinvolto nella stesura del dossier. Sapesse quante chiacchierate ci siamo fatti, quanti confronti. E pensare che io ho visto la città dei sassi appena due volte». 
La sintesi? 
«Più teste vincono sempre. Comunque ho fatto il tifo per Ancona. Fino in fondo». 
Meglio guardare fuori o dentro di sé?
«Dentro, e in modo esaustivo. Poi se c’è qualche forestiero che può offrire il proprio contributo, ben venga». 
Somma e non toglie.
«Assolutamente. Un locale conosce le radici, un esterno ti dà l’idea di come va il mondo».
Bella, Ancona, ma opaca. È d’accordo? 
«È il capoluogo di questa regione, ma questo ruolo l’ha mai voluto ricoprire fino in fondo? Forse le manca quell’unione di menti o di skill. Ma ribadisco: ho sempre fatto il tifo per lei». 
Un post? 
«Mescolare la visione global con quella local». 
Uno slogan? 
«Il poker di A. Ancona, aperta, accessibile, accogliente. Ne aggiungerei una quinta: “a” di ascolto. Alla prossima».

 

Ultimo aggiornamento: 21:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA