Banca Marche, corruzione Bianconi
Udienza Gup rinviata al 10 novembre

Giovedì 6 Ottobre 2016
Banca Marche, corruzione Bianconi Udienza Gup rinviata al 10 novembre

ANCONA - Ancora un rinvio, questa volta al 10 novembre, nel procedimento penale ad Ancona davanti al gup Paola Moscaroli che vede imputati per corruzione tra privati l'ex direttore generale di Banca Marche Massimo Bianconi e gli imprenditori Davide Degennaro e Vittorio Casale. I difensori hanno chiesto tempo per esaminare la documentazione depositata solo il 23 settembre dalla Procura di Ancona: la produzione dei documenti era stata sollecitata a giugno dagli stessi legali perché non erano tra gli atti disponibili da consultare. Riguarda molti allegati richiamati nel capo d'imputazione, tra cui cui estratti conto e pratiche per finanziamenti finiti nel mirino degli inquirenti, i pm Andrea Laurino, Marco Pucilli e Serena Bizzarri. L'accusa ipotizza scambi di favori tra Bianconi e gli imprenditori per finanziamenti concessi dalla vecchia Banca Marche.

La Gdf aveva sequestrato beni per 15 milioni di euro: 20 conti correnti, quote di società, due case a Bologna, una a Parma e due a Roma, tra cui una palazzina in via Archimede, ai Parioli, intestata a una società riconducibile a familiari dell'ex dg di Banca Marche. Intanto, parallelamente, si attende ancora l'avviso di chiusura nell'indagine 'madrè, avviata nel 2013, a carico di 37 indagati (ma uno è deceduto) tra ex amministratori BM e Medioleasing, componenti del vecchio Cda e imprenditori, accusati di reati dall'appropriazione indebita alla corruzione tra privati, falso in bilancio e in prospetto, false comunicazioni sociali e ostacolo alla vigilanza. In 12 devono rispondere di associazione per delinquere. L'avviso conterrà con ogni probabilità, per alcuni indagati, anche l'accusa di bancarotta fraudolenta contestata dopo la dichiarazione d'insolvenza del vecchio istituto di credito. Alcuni addebiti iniziali invece saranno assorbiti dalla nuova contestazione. Vecchia e Nuova Banca Marche sono parti civili solo contro Degennaro e Casale per non sovrapporre la richiesta di danni in sede penale a quella di responsabilità civile già avviata per 200 milioni di euro

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