Autorità portuale, Giampieri in bilico tra faide Pd e screzi col M5S: ecco chi potrebbe salvarlo

Ancona, autorità portuale, Giampieri in bilico tra faide Pd e screzi col M5S: ecco chi potrebbe salvarlo
Ancona, autorità portuale, Giampieri in bilico tra faide Pd e screzi col M5S: ecco chi potrebbe salvarlo
di Andrea Taffi
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Venerdì 11 Dicembre 2020, 09:12 - Ultimo aggiornamento: 09:47

ANCONA - Postscriptum in forma di premessa. Questa storia sarà ampiamente smentita. Ma è purissima verità, molto lontana dal coro greco sollevatosi ad Ancona dopo i fuochi, cioè le valutazioni avvenute tra fine agosto e fine settembre, la finestra dell’interpello pubblicato dal ministero per tutte le 12 autorità di sistema portuale in scadenza.

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È la storia del perché Rodolfo Giampieri, attuale presidente in prorogatio, apparentemente degnissimo di riconferma, in realtà è con un piede e mezzo fuori dal secondo piano della palazzina di Molo Santa Maria. Ma anche possibile protagonista di un ripescaggio clamoroso per il secondo mandato. 

 

Il nodo delle competenze

Intanto bisogna diffidare di tutti quelli che si affannano a ribadire che non c’è una questione politica dietro a questo rinnovo ma soltanto la ricerca della più alta competenza per un’area strategica. Falso. È solo una questione politica e nasce dentro il ministero delle Infrastrutture dove la titolare De Micheli sente traballare lo scranno e intorno a sè ha non uno, bensì due pretoriani di Di Maio: il vice ministro, il nisseno Giancarlo Cancelleri, e il sottosegretario, il genovese Roberto Traversi. 

La delega a Traversi

Chi ha la delega sui porti a Villa Patrizi? Il sottosegretario Traversi. Decide il ministro ovviamente, ma la delega è pur sempre del sottosegretario. Quindi per rapporti di buon vicinato con 12 poltronissime da 250mila euro cadauna per rigorosi motivi ideologici ci si può mettere ragionevolmente d’accordo. Se poi si attraversano mala tempora come quelli attuali - sia per la ministra, sia per il governo Conte - ragionevolezza impone che da un qualche tipo di tavolino si debba passare. A tutto questo Giampieri è sempre stato molto attento perché i grillini li ha sempre ricevuti e ascoltati ma si sa che le sirene ammaliatrici per lui sono da altra parte, è così dai tempi di Sturani fino a oggi che a Palazzo del Popolo c’è Valeria Mancinelli. 

Tutto sarebbe filato liscio

Tutto sarebbe filato liscio se non fosse che a settembre - elezioni Regionali - si è consumato l’ultimo atto del dialogo tra sordi (Pd e M5S) in salsa locale. Una commedia, se non si fosse trattato del soglio di Palazzo Raffaello. A posteriori, una tragedia (il coro greco, come visto sopra, è arrivato molto dopo). Che ha visto consumarsi un volar di stracci dentro il Movimento e dentro il Pd in cui non si capiva più chi stava con chi. Tant’è che è finita malissimo per entrambi. Se Coltorti, presidente M5S della commissione Lavori Pubblici in Senato, parla bene di Giampieri è perché è una persona equilibrata. Ma Coltorti appartiene all’ala moderata, quella che voleva andare al tavolo con il Pd per la Regione (ricordiamo un accorato dialogo sui social quest’estate con la collega parlamentare Terzoni, ognuno con le sue ragioni). Verosimile che al calar della sera - leggi inizio autunno - con 12 poltrone davanti, M5S (nazionale e locale) si sia detto: salviamo i potenti (Genova, Trieste, Napoli, Palermo), ma in seconda fila bisogna portare a casa qualcosa. Naturalmente con alte competenze. 

Quale sede meglio di Ancona

E quale sede migliore di Ancona, tra queste? Così è iniziato il lento risicare al ministero intorno alla poltrona del povero Giampieri tra il sonno letargico di tutto il Pd marchigiano impegnato a salvare i propri orticelli nello tsunami post 21 settembre: la Mancinelli con l’Anci Marche, Gostoli con la costituente e via a scalare. Appunto: in un non-luogo come il Pd il Dio-per-tutti non è mai esistito, c’è solo ognuno-per-sè. È verosimile, piuttosto, che quando i Verdi hanno riciclato il nome sgualcito di Carrabs da Area 70, nella maggioranza del partito democrat qualcuno abbia detto: fate pure (sottinteso: così magari va a casa pure il protetto della Mancinelli e anche lei avrà la sua parte di fiele da masticare). Così siamo arrivati allo stallo. «È un miracolo che Giampieri sia stato prorogato» dicevano gli esperti dei corridoi del Transatlantico. E siamo fermi a chi deve decidere: neanche abbiamo sfiorato la fase della concertazione con i governatori. Ma chi e perché ora potrebbe salvare Giampieri? Basta guardare lontano in porto, verso nord e verso lo stabilimento Fincantieri dove si lavora sempre in silenzio. 80 milioni di investimento sono dietro l’angolo e il raddoppio del cantiere stavolta sembra a portata di mano. Giampieri, gli va dato atto, per questo ha sempre lavorato. Se M5S vuole veramente un nuovo presidente dovrà passare sopra Trieste.

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