Materie prime alle stelle e manca la manodopera, blocco dei cantieri in vista. Ance e Confapi: «Speculazione nella filiera delle costruzioni»

Operai e tecnici in un cantiere edile
Operai e tecnici in un cantiere edile
di Martina Marinangeli
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Lunedì 14 Marzo 2022, 03:30

ANCONA - Prezzi delle materie prime alle stelle, difficoltà a trovare la manodopera, ed una giungla normativa che complica tutto. L’assist del superbonus 110% aveva dato nuova linfa vitale all’edilizia, che nel 2021 ha registrato un clamoroso boom dopo anni di crisi, ma ora si rischia il blocco dei cantieri a causa di una tempesta perfetta che si sta abbattendo sul settore.

Per domani, Ance Marche ha convocato una conferenza finalizzata a mettere in fila tutte le criticità che si stanno sommando, ma già nei giorni scorsi il presidente regionale Stefano Violoni, insieme al suo collega di Aniem-Confapi, aveva lanciato l’allarme sul rischio stop al new deal del mattone avviato dalla stagione dei bonus. Un quadro sull’impatto che il superbonus ha avuto sul settore lo dà il report dell’agenzia nazionale Enea, riportando lo stato di avanzamento nelle Marche al 31 gennaio.

Su 2.462 asseverazioni totali, sono stati ammessi a detrazione investimenti per 467.260.616 euro, di cui il 69,9% per lavori realizzati. Scendendo nel dettaglio, per quanto riguarda i condomini sono stati asseverati 589 progetti per 188 milioni (il 66,8% del totale), mentre per gli edifici unifamiliari, le asseverazioni sono state 1044 per 83.378.101 euro di lavori realizzati (il 75,1% del totale). Infine, sono state 829 le asseverazioni per le unità immobiliari funzionalmente indipendenti, per 55.088.628 euro di lavori realizzati (73,8%). 


Le condizioni
Ma sul finire dell’anno sono cambiate di nuovo le regole del gioco con ulteriori complicazioni. Con l’intento di arginare le speculazioni, è stato pubblicato qualche giorno fa il decreto Costi Massimi, che fissa i tetti di spesa per tipologia d’intervento per effetto dei quali gli importi eccedenti resteranno a carico dei proprietari. «Alle limitazioni imposte dalla verifica dei massimali e dalla congruità, dunque, si aggiunge ora anche il controllo sui costi massimi per le differenti categorie d’opera – fanno notare Ance e Confapi – Un ulteriore meccanismo di controllo per tutti i bonus fiscali a fronte di tempistiche sempre più stringenti». Eppure, il superbonus ha subito meno le “infiltrazioni” dell’illegalità. Le operazioni illecite si sono concentrate infatti sulle agevolazioni cosiddette “minori” e principalmente sul bonus facciate (per il 46%), strumento che, fino all’emanazione nel novembre scorso del Decreto anti frodi, non aveva pressoché alcun tipo di regolamentazione. Proseguendo nella poco onorevole classifica, il 34% delle frodi si sono verificate nelle pratiche dell’ecobonus, nel 9% al bonus locazioni, nell’8% al sisma bonus e appena 3% sul superbonus. Ma i problemi sono anche altri: la rapidità della crescita dei cantieri ha portato ad un forte incremento dei prezzi determinato dalla domanda mondiale di materie prime, l’aumento del costo dell’energia, ma allo stesso tempo, puntualizzano le associazioni, da un processo speculativo nella lunga filiera delle costruzioni. E si fatica ad avere disponibilità di materiali e manodopera. Con forti difficoltà a garantire un regolare avanzamento delle opere e il rispetto dei tempi stabiliti. «Inoltre – chiudono i due presidenti – i progetti a gara nei prossimi mesi saranno redatti su prezzari assai lontani dai correnti prezzi di mercato. L’adeguamento rappresenta una esigenza ormai indifferibile».

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