Amazon nelle Marche, attesa per l’ultimo sì di Interporto per sbloccare la valutazione ambientale. La firma entro martedì

L'Interporto delle Marche
L'Interporto delle Marche
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Domenica 2 Gennaio 2022, 03:35 - Ultimo aggiornamento: 16:23

ANCONA - Se le Marche e la Vallesina potranno contare su un polo della logistica da 1000 posti di lavoro (and counting, come direbbero in America, cioè: e molti di più) dovranno cerchiare in rosso la data del 31 dicembre 2021.

Perché nell’ultimo giorno dello scorso anno è maturata la trattativa tra Regione, Interporto e Dpa (per conto di Scannell, il general contractor di Amazon). Motivo del contendere: l’assenso al piano che l’Interporto aveva promesso dallo scorso giugno senza averlo però mai firmato.

 
Il favore fatto da Dpa
I più attenti ricorderanno come Dpa, l’azienda anconetana della logistica portuale (formata da Dorica Trasporti e Amatori) vincitrice del bando per uno dei tre terminal ferroviari di Interporto e direttamente coinvolta nello sbarco di Amazon nelle Marche, lo scorso giugno si fosse caricata un mutuo da 4 milioni di euro per pagare sull’unghia quello che avrebbe potuto sborsare con le rate del rent-to-buy previsto dalla gara. La mano tesa finanziaria di Dpa ha provvidenzialmente tratto in salvo la capitalizzazione di Interporto. Il quale, nelle more dei tappi di champagne di un salvataggio molto complicato, si era impegnato - era annotato nel piano di risanamento e approvato dal Cda - a far scivolare via senza problemi l’assenso al piano.


L’assenso al piano
L’assenso al piano è un documento chiave che cede l’uso e i diritti su una serie di servizi (l’allaccio delle strade, delle fognature e via dicendo) che la cessione delle volumetrie da Interporto a Dpa e Scannell per conto di Amazon si portava dietro. E soprattutto mette il sigillo sulla valutazione di impatto ambientale che è in corso al ministero. Il sindaco di Jesi Bacci e i progettisti, fiduciosi, per abbattere i tempi hanno inoltrato la richiesta di Via da metà autunno con una modalità singolare e scaltra spacchettando tutto il maxiprogetto. Man mano che arrivavano gli ok dal ministero dell’Ambiente sui vari comparti, l’assenso al piano di Interporto da puntino all’orizzonte che era, si è trasformato in una macchia nera fino a diventare un baluardo pericoloso. La Via è l‘ultimo ostacolo visto che l’approvazione del consiglio comunale di Jesi diventerebbe un pro forma.


I mesi di attesa
Tuttavia i mesi trascorsi da luglio a oggi hanno raccontato dell’attesa di Interporto, poi delle richieste supplementari, necessarie e indispensabili a dire di Interporto, per motivazioni tecniche. È stato il sindaco Bacci a prendere il toro per le corna minacciando alla Regione la formulazione una variante del piano regolatore per far diventare l’area in questione di interesse generale. Variazione che sarebbe costata altri mesi di attesa ma che avrebbe reso il parere di Interporto urbanisticamente non vincolante. Siamo a metà dicembre e i rapporti tra Bacci e palazzo Raffaello si raffreddano improvvisamente. Per la Regione è andata in un altro modo: Bacci avrebbe avanzato richieste borderline che Acquaroli non avrebbe accettato.


Le trattative infittite
Di fatto, magicamente, le trattative sotto Natale si sono infittite e il 31 dicembre Dpa e Scannell hanno formalizzato un’ultima offerta per acquisire l’uso dei servizi, dopo aver già pattuito l’acquisto dei volumi a costruire che erano in possesso di Interporto. Si parla di una cifra nell’ordine di alcuni milioni di euro: la risposta deve arrivare entro il 5 gennaio. Se non è un ultimatum (molto) poco ci manca. La risposta di Interporto viene considerata positiva ma non scontata, con tutte le conseguenze (enormi, in un senso o nell’altro) del caso. Acquaroli che aveva pensato a staccare per qualche giorno, ha convocato per domani mattina una giunta d’urgenza. Dopo due giunte fatte il 22 e il 28, in piene feste natalizie, avere all’ordine del giorno il singolo punto della nomina di tre consiglieri di amministrazione di Svem puzza di bruciato da almeno 22 chilometri. La distanza tra palazzo Raffaello e l’interporto. Che si spera il sì e la firma di Interporto possano colmare. 

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