Amazon sbarca a Jesi, il centro logistico servirà tre regioni. Apertura nel 2021, 900 posti di lavoro più indotto e servizi. Ecco i particolari

Sabato 15 Agosto 2020 di Andrea Taffi
Amazon sbarca a Jesi, il centro logistico che servirà tre regioni. Apertura nel 2021, 900 posti di lavoro più indotto e servizi. Ecco i particolari
ANCONA - Non era tra le opzioni aperte per il secondo semestre e per questo è doppiamente notizia. Amazon.it starebbe per sbarcare nelle Marche. Il colosso dell’e-commerce avrebbe opzionato un’area alle porte di Jesi, zona interporto, per la realizzazione di un centro logistico che dovrebbe andare a regime nel 2021: se tutto fila liscio nel primo semestre altrimenti se ne riparla dopo luglio dell’anno prossimo. La notizia rimbalza dal carteggio intenso tra Regione Marche, Comune di Jesi e Provincia che si è infittito nelle ultime due settimane visto che la trattativa con i privati, proprietari delle aree, ha subito un brusca accelerazione. Per qualcuno la firma c’è già stata, per altri è stata calendarizzata al rientro dopo Ferragosto. 

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Il centro di smistamento
Il centro di smistamento, che rientra nel piano di espansione dei centri logistici Amazon in Italia, servirà all’evasione degli ordini che riguardano l’area del centro Italia e richiederà il reclutamento di circa 900 persone nel giro di 3 anni, una volta a pieno regime. Il volano economico collegabile all’impianto si espande però su più livelli: forniture, produttori, servizi in ogni direzione. È un mondo intero quello che si aprirebbe per l’economia marchigiana. Secondo le prime stime si tratta di uno tsunami positivo che darà ossigeno a tutta la regione. 


I documenti riservati
Nei documenti di fattibilità riservati che sono circolati si parla di inserimenti diretti, che saranno effettuati mediante contratti a tempo indeterminato. L’operazione sta viaggiando sottotraccia da diversi mesi: Amazon ha centrato l’area logisticamente più favorita di tutte le Marche: vicina alle due direttrici stradali principali (A14 per Nord-Sud e Quadrilatero per Est-Ovest), collegabile al porto via ferro e a due passi dall’aeroporto. Quello di Jesi sarà l’ultimo di una catena di plant rimessasi in movimento dopo l’esplosione del business post-Covid: a maggio Amazon.it aveva comunicato le nuove sedi che apriranno nel secondo semestre: in Toscana, a Montacchiello, nell’area industriale vicino Pisa. Poi a Castegnato, in provincia di Brescia (servirà l’area Bergamo, Lodi e Cremona). Poi c’è Catania, nel quartiere di Pantano d’Arci (area Catania, Messina e Siracusa). Quarto in lista a Genova, nella frazione di Campi, servirà l’area del capoluogo ligure e le province di Alessandria e La Spezia. Infine a Parma per assistere i clienti delle provincie di Piacenza, Reggio Emilia e Modena. 

L’area di Jesi
L’area che interessa alle porte di Jesi sembra sia adiacente a quella dell’Interporto, di proprietà pubblica. Si parla di un’estensione di molti ettari capace di servire almeno tre regioni (Marche, Abruzzo, Umbria). L’operazione è stata condotta da contractor che tradizionalmente affiancano le operazioni immobiliari della multinazionale che a lavori ultimati rileva il complesso. Tutte queste attività fanno capo ad Amazon Italia Logistica e Amazon Transport Italia. 

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