Amazon addio, il capogruppo Pd Mangialardi: «Acquaroli e giunta incapaci. Il fallimento è colpa loro, pensano solo al Saltarello»

Maurizio Mangialardi e il cantiere avviato a Jesi per il centro Amazon
Maurizio Mangialardi e il cantiere avviato a Jesi per il centro Amazon
di Maria Teresa Bianciardi
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Lunedì 28 Marzo 2022, 02:35 - Ultimo aggiornamento: 14:54

ANCONA - Maurizio Mangialardi, capogruppo del Pd in consiglio regionale: lei da candidato governatore ha avuto modo di vedere nascere le prime trattative per l’approdo di Amazon all’Interporto. Cosa avrebbe fatto al posto di Acquaroli?
«Avrei tenuto le redini della vicenda fino ad operazione conclusa. Serviva una conferenza di servizi che raccordasse tutti i protagonisti istituzionali di questa vicenda per restare costantemente informati sui passi che si stavano facendo, sugli ostacoli e sull’eventuale soluzione. Non si può perdere un’occasione come questa».

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E invece secondo lei cosa è accaduto?
«Secondo me ad un certo punto si è perso il bandolo della matassa. Il governatore, che è anche assessore all’Interporto, avrebbe dovuto concentrarsi su questa operazione senza soluzione di continuità. Lo ha fatto o ha delegato?»


Se la situazione non si riuscisse a recuperare si dovrà parlare anche di responsabilità?
«Certamente, ma senza scaricare su altri le mancanze proprie. Se capisci che un Cda non va bene lo rimuovi. La Regione è riuscita a commissariare la Fondazione Senigallia, dove svolge un ruolo di vigilanza. Se il governatore vuole imporsi, lo fa. Perché non lo ha fatto con l’Interporto?».


Cosa pensa di questa operazione che ha avviato l’ex presidente dem Ceriscioli?
«Ho avuto modo di visionarla all’inizio, per me è la carta vincente di Interporto, l’occasione di rilanciare una infrastruttura e realizzare finalmente un progetto intermodale importante per le Marche».


Invece?
«Chi ha permesso che si arrivasse a questa situazione dovrà pagarne le conseguenze anche se spero ci siano ancora margini per recuperare, fosse solo una parte del progetto iniziale. Ma vorrei dire un’altra cosa».


Prego.
«Negli ultimi mesi la giunta regionale ha discusso di tutto fuorché di questo progetto. Hanno messo in testa alla loro agenda l’approvazione di leggi per promuovere il Saltarello e le Infiorate, ma non hanno speso una parola, pur avendone diritto e competenza, per superare gli ostacoli burocratici che continuano a frenare la nascita di una piattaforma logistica che potrebbe valere migliaia di posti di lavoro diretti e indiretti. Un silenzio che adesso si fa assordante».

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