Alluvione eccezionale? I geologi delle Marche dicono no: «Altro che diluvio millenario. Tuteliamo il nostro territorio»

Alluvione eccezionale? I geologi delle Marche dicono no: «Altro che diluvio millenario. Tuteliamo il nostro territorio»
Alluvione eccezionale? I geologi delle Marche dicono no: «Altro che diluvio millenario. Tuteliamo il nostro territorio»
di Lorenzo Sconocchini
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Venerdì 30 Settembre 2022, 03:40

ANCONA Parlare di fenomeni meteo eccezionali, che si possono verificare ogni mille anni, non solo propone «un dato abnorme», ma rischia di distogliere l’attenzione dal tema vero, «la manutenzione continua, e non occasionale, del nostro territorio». Così Piero Farabollini, presidente dell’Ordine dei Geologi delle Marche, commenta il “Rapporto di evento preliminare” sull’alluvione del 15-16 settembre pubblicato sul sito della Regione. 


Stima esagerata


L’analisi della Protezione civile regionale valuta che precipitazioni così estreme, hanno una probabilità di ritorno superiore ai mille anni, ma per il presidente dei geologi marchigiani la stima è esagerata «soprattutto tenendo conto che le prime acquisizioni strumentali superano a malapena il secolo». Anziché sottolineare l’eccezionalità di eventi «che invece il cambiamento climatico renderà sempre più frequenti», per i geologi bisognerebbe fare il punto su dove e come è più urgente intervenire. 

Mancate opere sul Misa


«Abbiamo parlato molto delle mancate opere per mettere in sicurezza il Misa, o di altri fiumi coinvolti nel nubifragio, ma molto si dovrebbe dire anche dello spopolamento delle aree interne, che porta con sé abbandono del territorio, mancata cura delle foreste e fiumi che, in caso di piena, trascinano a valle di tutto. In questo senso - denuncia Farabollini - la burocrazia è un ostacolo spesso insormontabile, anche per gli amministratori più accorti: prova ne sia quel che sta accadendo a Fermo, dove per ripulire l’alveo dell’Ete Vivo serve il parere della Soprintendenza archeologica».


Anche Viviana Caravaggi Vivian, presidente dell’Ordine degli Architetti di Ancona, ha sottolineato nei giorni scorsi lacune nella prevenzione del rischio idrogeologico. «La pianificazione del territorio è una competenza specifica degli Architetti ma è una consulenza che raramente ci viene chiesta mentre coinvolgendo chi è competente di questi aspetti forse tragedie come quella accaduta nelle Marche si potrebbero evitare». Nonostante i miliardi a disposizione, dedicati dal Pnrr alla transizione ecologica, «la capacità progettuale degli enti preposti a trovare soluzioni al contrasto del dissesto idrogeologico è ingessata dalla burocrazia e dal rimbalzo delle competenze», scrive l’architetto Caravaggi. «Gli interventi di emergenza e di ripristino - conclude la presidente degli architetti anconetani - costano alla collettività cinque volte quelli di prevenzione senza considerare l’incalcolabile costo di vite umane».
 

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