Alluvione, Ciccioli (FdI): «Le vittime? Posto sbagliato nel momento sbagliato». Poi le scuse

Alluvione, opposizioni all attacco: «L allerta insufficiente». Ciccioli: «Le vittime nel posto sbagliato al momento sbagliato». E il Pd esce dall'aula
Alluvione, opposizioni all’attacco: «L’allerta insufficiente». Ciccioli: «Le vittime nel posto sbagliato al momento sbagliato». E il Pd esce dall'aula
di Maria Cristina Benedetti
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Mercoledì 12 Ottobre 2022, 01:40 - Ultimo aggiornamento: 17:22

Poco meno di mezz’ora d’intervento e 19 pagine di documento per definire i contorni dell’ultima tragedia che ha stravolto le Marche, ucciso 12 persone, con una donna ancora dispersa nel magma di fango che ha ingoiato esistenze e alterato l’ordine delle cose. Francesco Acquaroli lo ammette, nello spazio d’un consiglio regionale straordinario convocato a meno di un mese dall’alluvione che si è abbattuta su Senigalliese, Pesarese e parte del Maceratese: «Ci troviamo di fronte, per estensione e profondità dei danni, a un evento che può essere paragonato a un nuovo e autentico sisma». 

 


L’attacco


Una seduta-fiume con tanto di fischi e abbandono dell’aula da parte del gruppo Pd, che si ritiene offeso dalle parole di Carlo Ciccioli. Il capogruppo di Fratelli d’Italia, e prossimo assessore regionale, viene attaccato su un passaggio dedicato alle vittime: «Capitate nel momento sbagliato nel posto sbagliato». I dem reagiscono: «Una vergognosa ricostruzione dei fatti. Nessuna presa di responsabilità invece di fronte alle mancanze della giunta su cui sta indagando la magistratura». L’affondo: «Se davvero fosse in procinto di entrare in giunta, saremmo di fronte a una decisione indegna. Invitiamo Acquaroli a riflettere». La controreplica: «È una becera strumentalizzazione del mio intervento». In serata, Ciccioli, rafforza il concetto: «Nessuno può pensare che abbia voluto offendere le povere vittime. Chiedo scusa per le parole espresse in Consiglio». 
In scaletta, il governatore, privilegia le ragioni del cuore, esprimendo cordoglio e vicinanza alle popolazioni ferite a morte. Poi, in cinque punti, comprime una tragedia che «ha una probabilità di accadimento una volta oltre 1.000 anni». Alla pausa di riflessione, in aula segue l’attacco a largo spettro dell’opposizione. Per l’ex sindaco democratic di Macerata, Romano Carancini «quello del presidente è un intervento deludente e offensivo per le vittime». Dichiara d’essere arrivato a Palazzo Leopardi con l’idea di chiedere la testa dell’assessore alla Protezione Civile Stefano Aguzzi: nel momento che si stava scatenando il cataclisma era impegnato in una iniziativa elettorale. Cambia prospettiva: «Ora penso che dovrebbe fare un passo indietro spontaneo». Un atto d’onore per quel buco sulle informazioni dell’allerta. I suoi compagni di cordata dem, i consiglieri regionali Manuela Bora e Maurizio Mangialardi, rispediscono invece al mittente le cifre sugli interventi per il dissesto idrogeologico. I 98 milioni che, nelle griglie riassuntive, Acquaroli piazza tra il 2016 e il 2020, la gestione Pd, e i 108 milioni stanziati in appena due anni (2021-2022) dal suo governo. Con la voce rotta dalla rabbia, la Bora tuona: «Bugiardi». Controbatte con i numeri: «Ho chiesto gli accessi agli atti: in cinque anni sono stati 244 i milioni stanziati, dei quali 173 destinati alla prevenzione». 


Le cifre 


Rinnova i ringraziamenti al presidente della Repubblica, al premier Draghi e ai presidenti delle Regioni tutte, «che ci hanno fatto sentire da subito la loro vicinanza», oltre a «tutti coloro che si sono prodigati al massimo per affrontare l’emergenza». Il governatore segue il ritmo incalzante del momento, rammenta il primo stanziamento di 5 milioni e il fondo attivato dalla Giunta a sostegno della liquidità delle imprese, arrivato a 6 milioni con una manovra di bilancio. Aguzzi richiama l’attenzione sui primi ristori a famiglie e imprese: 5mila e 20mila euro. Acquaroli torna a parlare, della commissione tecnica istituita per un’indagine amministrativa sulle procedure del sistema d’allerta e di un’indagine per verificare le attività e gli interventi tecnici. Qui scatta la reazione della pentastellata Marta Ruggeri: «Non si può scaricare sui tecnici». Aguzzi controbatte. La sua sintesi: non è un atto d’accusa ma è un sistema per capire e non farsi più cogliere impreparati. È sul fattore accelerazione che il presidente insiste. «Il 16 settembre, a neppure 24 ore dall’evento, è stato dichiarato lo stato d’emergenza, per 12 mesi». La frenata sarebbe arrivata neppure un’ora dopo. La Bora torna alla carica: «Quei tempi sono la consuetudine. Nulla di eccezionale». Mette in fila tecnicismi, date, numeri oltre i quali si svelano le ordinanze, la sua nomina a Commissario delegato, Acquaroli. Menziona i due piani integrati e sinergici sui quali s’è mosso: le misure emergenziali e urgenti; quelle strutturali, nazionali ed europee. Fissa le scadenze. Mangialardi non ci sta: «Qualcosa non ha funzionato nella filiera. Lo dico per il mio dolore, per i miei morti, per i miei danni». Anna Casini, ex assessore dem, inchioda: «Non si poteva evitare l’evento, ma i morti sì». 


Le repliche 


Antonio Mastrovincenzo, ex presidente del consiglio regionale del Pd, ripercorre le tappe: «Aguzzi era con me alla stessa iniziativa elettorale. Appena ho finito, ho sentito gli amministratori di Sassoferrato, Barbara e Serra De Conti. So che il prefetto di Ancona era già in contatto con loro. Mi hanno descritto un quadro catastrofico. Possibile che il presidente e l’assessore competente non si siano accorti di nulla fino a tarda sera?». Elena Leonardi, portavoce di Fdi, si appella a cordoglio e riconoscenza: «Non si può fare propaganda sull’alluvione. Una disonestà umana più che politica». Fabrizio Cesetti, ex presidente Pd della Provincia di Fermo, richiama all’ordine: «È il tempo della responsabilità, dell’impegno e della solidarietà». Il sunto di un intervento che raccoglie l’approvazione trasversale.

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