Dalle trivelle orizzontali fino ai cavi sottomarini, i dettagli di Adriatik Link

Elettrodotto Abruzzo-Marche, terminata la fase degli incontri e delle osservazioni Terna integrerà il progetto per poi presentarlo al ministero per le autorizzazioni

Martedì 23 Novembre 2021 di Franco Limido
La posa in opera di cavi sottomarini

Un passo avanti. Dopo il lungo confronto con i territori per la presentazione dell'Adriatic Link, l'elettrodotto che collega Abruzzo e Marche, da Cepagatti nel Pescarese al Fanese. Terna ha inviato i riscontri alle prime osservazioni pervenute da cittadini, associazioni ed esponenti politici dei territori coinvolti, fornendo chiarimenti su alcuni aspetti progettuali dell'opera. E intanto sta provvedendo a integrare il progetto prima di consegnarlo al ministero per le autorizzazioni del caso. La società che gestisce la rete di trasmissione nazionale ha confermato il proprio impegno a realizzare i nuovi impianti considerando le soluzioni localizzative e architettoniche a minor impatto per il territorio.


Le prescrizioni
La progettazione e la realizzazione delle opere dell'Adriatic Link non interferiranno poi in alcun modo con l'integrità delle falde acquifere e rispetteranno tutte le prescrizioni di legge relative al rispetto della biodiversità ambientale. Nelle risposte alle osservazioni, Terna ha inoltre confermato la propria disponibilità a collaborare con le amministrazioni e con la cittadinanza per individuare opere pubbliche di riqualificazione ambientale e territoriale la cui realizzazione produrrebbe significativi benefici per i cittadini residenti nelle aree interessate dall'infrastruttura.


I campi elettromagnetici
Infine, per quanto riguarda le preoccupazioni relative agli eventuali campi elettromagnetici generati dall'opera, Terna ha ricordato che il progetto dell'elettrodotto prevede una brevissima tratta a corrente alternata, per la quale sono rispettati tutti i limiti previsti dalla normativa italiana vigente che è tra le più restrittive al mondo. Tutto il resto del collegamento in cavo sarà realizzato in corrente continua che produce un campo magnetico paragonabile a quello terrestre. Un'altra grande parte dell'approfondimento è stato dedicato alla posa dei cavi sottomarini. Progettare un cavo sottomarino non è una questione da poco. È necessario studiare approfonditamente il tracciato, valutando le caratteristiche geomorfologiche del fondale marino, le profondità in gioco e la lunghezza del percorso. Non sempre la rotta più rettilinea è la migliore.


Le navi posacavi
Una volta ingegnerizzato il progetto e prodotto il cavo, entrano in gioco speciali navi posacavi in grado di collocare il cavo alle massime profondità: i progetti in tutta Italia di Terna già realizzati vanno dai 100 metri sott'acqua della Capri-Sorrento ai 1650 della linea Sassari-Latina. La lunghezza del tracciato impatta sulla durata delle operazioni di posa per cui, statisticamente, serve una ventina di giorni in media. La partenza delle fasi di posa avviene inevitabilmente agli approdi. Tale fase, tra le più delicate nel processo, consiste nel far arrivare l'estremità del cavo dalla nave alla terra ferma, attraverso il supporto di sommozzatori che agevolano l'ingresso del cavo all'interno di tubazioni già installate agli approdi. Queste condotte sono realizzate tramite la tecnica della trivellazione orizzontale controllata (o directional drilling), che evita gli scavi a cielo aperto. Di solito gli approdi sono scelti in aree poco frequentate con l'obiettivo di limitare ogni eventuale disagio alla comunità. Al di là degli impatti delle attività di cantiere, a lavori ultimati l'infrastruttura interrata risulta totalmente invisibile.

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Ultimo aggiornamento: 15:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA