Dalla Cina al Sanzio e ritorno ora c’è lo slot: mancano i voli

Mercoledì 15 Gennaio 2020 di Martina Marinangeli
L'aeroporto Sanzio di Falconara
ANCONA La Cina è più vicina. C’è anche il Sanzio tra gli scali inseriti nel Memorandum d’intesa tra Italia e Repubblica Popolare – siglato lo scorso lunedì a Pechino – per ampliare i collegamenti aerei tra i due Stati. A suggellare la rinegoziazione degli accordi bilaterali sono stati il presidente nazionale dell’Enac, Nicola Zaccheo, ed il suo omologo cinese della Caac, e per lo scalo dorico significa poter essere raggiunto da voli di linea provenienti da tutti gli aeroporti della Cina, ad eccezione di Pechino, Shanghai e Guangzhou perché le rotte sono già ingolfate. Ed il discorso vale ovviamente anche per la tratta al contrario. 
Il nodo da sciogliere
Un importante tassello, messo nell’attesa di superare il limbo in cui è finito l’annunciato volo diretto per Shenzhen, per il quale le trattative sono ancora in corso. «Non abbiamo mai smesso di lavorarci – ha fatto sapere il governatore Luca Ceriscioli –: siamo sempre in contatto con il Tour Operator di Stato cinese Cits, che sta cercando una nuova compagnia aerea a cui affidare la tratta per Ancona». Il volo intercontinentale diretto era stato oggetto di un altro memorandum - firmato in questo caso dalla Regione e da Cits lo scorso marzo a Roma –, nell’ambito del progetto «Italia Top destination» che includeva anche il collegamento da e per il Sanzio. Previsto per ottobre, l’avvio della rotta si è poi impantanato poiché la compagnia aerea inizialmente individuata per operare il collegamento si è sfilata. All’operazione mancava inoltre il tassello dell’individuazione dello slot di Falconara per i voli cinesi, portato ora a casa con l’accordo stipulato tra Enac e Caac. Oltre a poter volare verso - ed essere raggiunta da – ogni aeroporto cinese, salvo i tre più congestionati, Ancona beneficerà anche di due slot per il cargo merci, implementando così anche il rapporto business oltre a quello passeggeri. 
Le prospettive
Un’apertura della via maestra con la Cina, insomma, in prospettiva di agganciare davvero la rotta verso la Repubblica popolare, che la Regione non ha mai perso di vista. Il memorandum tra i due enti di aviazione statali prevede, per il Sanzio, anche quelle che in gergo tecnico vengono chiamate quinta e ottava libertà, ovvero lo sbarco ed imbarco di carico commerciale con una tappa intermedia, in un altro Paese, nel collegamento tra Cina ed Ancona. Uno step fondamentale, quello di lunedì a Pechino, dal momento che gli scali tra i Paesi sono regolamentati da accordi bilaterali e gli slot in Italia erano tutti pieni. Ora, invece, la rinegoziazione tra il Belpaese e la Cina ha aperto le porte ed al Sanzio manca “solo” una compagnia aerea interessata ad operare la tratta per avere il suo volo verso l’Oriente. © RIPRODUZIONE RISERVATA