Abbeverare il bestiame è un'odissea
«Andare avanti così non è possibile»

Abbeverare il bestiame è diventata un'odissea .Gli allevatori: «Andare avanti così non è possibile»
Abbeverare il bestiame è diventata un'odissea .Gli allevatori: «Andare avanti così non è possibile»
4 Minuti di Lettura
Venerdì 29 Luglio 2022, 04:40 - Ultimo aggiornamento: 12:24

VISSO  - Due viaggi al giorno, per un totale di cento quintali di acqua per far bere i suoi animali, bovini e ovini e qualche cavallo, per l’allevatore di Visso Maurizio Sabbatini che dopo il sisma ha dovuto fare i conti con la mancanza di acqua nella zona di Macereto, dove si trovano i suoi animali. «Non possiamo andare avanti così, ogni giorno facciamo due viaggi, dal cimitero di Visso dove riempiamo la cisterna, fino a Macereto, ci vogliono cinquanta minuti con il trattore».

 
Le criticità 
«Cerchiamo di fare i viaggi al mattino presto ed alla sera tardi, in modo da non intralciare il traffico - prosegue Sabbatini -. Con i tempi di scarico, il tutto porta via mezza giornata a due persone, non si possono programmare altre attività necessarie all’allevamento. Prima del sisma l’acqua c’era, sono passati sei anni e ancora non è stata trovata una soluzione definitiva. Ormai da quando la Protezione civile regionale ha smesso di trasportare acqua per gli allevamenti, a seguito dell’emergenza post terremoto, non si sa a che santo raccomandarsi per avere l’acqua». Per Sabbatini, che continua la tradizione dell’allevamento di famiglia da generazioni e con cui collaborano i figli, quello dell’acqua è diventato un problema a partire dall’anno scorso, quando la Regione non ha più effettuato il trasporto di emergenza.

«Il Comune di Ussita - racconta Sabbatini - ha fatto installare una condotta da Fonte della Lanna, che porta acqua fino ai fontanili di Arette di Macereto, ma viene circa un litro di acqua al minuto, un po’ ci aiuta certo, ma non è molta, siamo costretti al trasporto. Di recente ho avuto modo di parlare con il presidente della Regione Francesco Acquaroli e con l’assessore regionale Guido Castelli: ho fatto presente le gravissime difficoltà che stiamo vivendo noi allevatori. Hanno detto che avrebbero parlato del problema nella prossima giunta regionale». In effetti dalla Regione è arrivato l’annuncio che il comitato idrico di emergenza per le Marche effettuerà un servizio di autobotte per le zone montane, vista la grande sofferenza che si registra tra Ussita, Visso e Pieve Torina, con forti difficoltà per gli allevatori, per poter garantire l’abbeveramento delle greggi che si trovano in quota. «La situazione a sei anni dal sisma è insostenibile, quotidianamente trasportiamo acqua per abbeverare il bestiame con mezzi propri a nostre spese, da ormai sei anni a questa parte a causa del sisma che ha prosciugato la sorgente di Cordagnolo che riforniva gli allevamenti della zona e il Santuario di Macereto. Approssimativamente parliamo di circa 400 capi di bestiame tra bovini ed equini e altri 400 capi ovini circa. A Pieve Torina l’acqua viene portata con autobotte ad un allevamento della zona a pochi chilometri da noi, vorremmo che ci sia parità di trattamento, anche noi vogliamo poter avere l’acqua per gli animali». 


Il clima
La situazione di questa torrida estate è aggravata dalla siccità persistente, con i pascoli ormai secchi e gli animali che ne risentono. Spiega l’allevatore: «Vorremmo che la Regione e gli enti preposti affrontassero una volta per tutte il problema. Non può essere che a maggio non sappiamo mai a chi rivolgerci per il problema dell’acqua. Il Comune di Visso ha inviato una lettera per richiedere fondi per l’eventuale trasporto idrico, mentre noi abbiamo chiesto all’ente di fare formale richiesta per una cisterna e di poter partecipare al bando regionale per la creazione di piccoli laghetti di accumulo in quota, ma non risulta abbia presentato domanda. Esiste un laghetto di accumulo solo sul Monte Fema, ne andrebbero realizzati altri, per ovviare alla scarsità di acqua, mai risolta dopo il terremoto».

© RIPRODUZIONE RISERVATA