La Loacker sbarca nel Maceratese in cerca di terreni per coltivare le nocciole

Venerdì 16 Luglio 2021 di Monia Orazi
La Loacker sbarca nel Maceratese in cerca di terreni per coltivare le nocciole

URBISAGLIA - L’azienda di prodotti dolciari Loacker sbarca tra le colline di Urbisaglia per presentare il progetto di coltivazione della nocciola nel l’Appennino marchigiano. A fare gli onori di casa, durante l’incontro moderato da Giordano Nasini direttore Coldiretti Macerata, è stato Jurek Mosievicz, proprietario delle cantine Murola: «Siamo onorati che un’azienda del calibro della Loacker abbia scelto di venire da noi, per presentare questo progetto, nella terra dei miei avi», ha commentato. 

Il focus Marche con i big della fondazione Merloni. A Portonovo il comitato scientifico: da Prodi a Letta, dal ministro Colao a Gorno Tempini

 



Il prodotto

Ad aprire l’incontro Francesco Fucili presidente Coldiretti Macerata: «Coltivare nocciole offre alle aziende la possibilità di diversificare la produzione e avere nuove opportunità di reddito. Le nocciole nascono nel nostro territorio erano piantate come specie rustiche, che resistono senza grandi trattamenti chimici. Loacker ha un solido progetto di sviluppo della filiera per diffondere la coltivazione delle nocciole nelle Marche, rappresenta un’opportunità per le aziende per questo ci siamo messi a disposizione». È toccato poi a due esperti dell’università della Tuscia di Viterbo presentare alcuni aspetti di cui tenere conto in questo genere di coltivazione. Valerio Cristofori ha evidenziato come in dieci anni in Italia si sia passati in Italia da 71mila ettari coltivati a nocciole a 84mila ettari, nelle Marche si è passati da 13 a 21 ettari. «Il nocciolo ha conquistato le aree marginali, anche per il contrasto all’erosione. La sfida è trovare terreni fertili e meccanizzabili. L’obiettivo è l’intensificazione sostenibile delle coltivazioni di nocciole, la realizzazione di frutteti aziendali. Le richieste dell’industria dolciaria assorbono il 90% della produzione, si preferiscono nocciole tonde, aromatiche, facili da pelare. Il collo di bottiglia è la raccolta delle nocciole, quella meccanica con macchine aspiratrici permette un intervento rapido». Le nocciole entrano in produzione dopo circa quattro, sei anni dopo essere state piantate, fondamentale è l’analisi dei terreni, che non devono essere troppo argillosi. «Un fattore limitante per i noccioleti è la disponibilità di risorse idriche, con suolo sottile e compatibile», ha aggiunto il professor Simone Priori. 

I tempi

A presentare la realtà della Loacker è stata Wanda Hager componente del Cda dell’azienda. «Solo quando una filiera produttiva incontra l’agricoltura di qualità si può parlare di sostenibilità e sviluppo di una sinergia reale. Il nostro progetto per una filiera produttiva di nocciole italiane è a lungo termine. Vogliamo riportare la coltivazione delle nocciole in Italia, spiegare alla gente che si può investire nell’agricoltura professionale, puntare sui giovani per dare loro speranza, grazie ai nostri contratti a lungo termine iniziare questa avventura insieme, noi non ci tireremo indietro». È stato il responsabile del progetto di filiera italiana per i noccioleti, Felix Niedermayr, ad illustrare un piano economico per l’impianto di nuovi noccioleti. 

Le spese

Per i primi anni il costo per gestire un ettaro di terreno è di 7.500 euro, il pareggio nelle spese si raggiunge tra il decimo e l’undicesimo anno, con il costo per ettaro stimato in 2.500 euro e il guadagno di 3.200 euro, stimando una produzione di 22 quintali di nocciole l’ettaro per un prezzo pagato all’agricoltore di 2,5 euro al chilo. Ha concluso Niedermayr: «Il nostro progetto punta su Toscana, Umbria, Marche e Veneto per la filiera italiana e non sulle regioni di produzione storica come Piemonte, Lazio e Campania, perché abbiamo deciso di dare un’alternativa all’agricoltura locale. Il trend di consumo delle nocciole è in aumento e noi cerchiamo un prodotto di qualità». Il contratto Loacker prevede il collocamento garantito della produzione, chi voglia uscire prima dei 15 anni minimi paga una penale. L’azienda ha anche un accordo con Intesa San Paolo per prestiti agevolati, per chi vuole investire nei noccioleti, con il supporto degli uffici Coldiretti.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA