«Ubriaco palpeggia una donna in un bar». A processo per violenza sessuale e lesioni

Mercoledì 8 Luglio 2020 di Benedetta Lombo
Il tribunale di Macerata
MACERATA - Sarebbe stato ubriaco quando in un bar aveva aggredito sessualmente una giovane, poi per impedirle di chiedere aiuto l’aveva presa a morsi e pugni. Mauro Mariani, 49enne di Corridonia, è accusato di violenza sessuale e lesioni. Il suo nome era già salito agli onori delle cronache quando nel 2009 massacrò di botte la ex compagna nella libreria del centro commerciale a Piediripa davanti agli occhi terrorizzati dei clienti. 
Una scena drammatica, una violenza inaudita contro la madre di sua figlia. Ieri mattina invece si è aperto il processo a carico dell’uomo, oggi 49enne, per fatti che sarebbero avvenuti all’interno di un bar a pochi metri dal centro storico di Macerata.

 
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Il fascicolo è del pubblico ministero Rosanna Buccini che ha ricostruito i drammatici momenti vissuti da una 39enne il 28 dicembre 2017. Secondo l’accusa – ieri sostenuta in aula dal sostituto procuratore Margherita Brunelli – Mariani, in stato di ubriachezza, avrebbe avvicinato una giovane che era nel bar e avrebbe iniziato a palpeggiarla mentre la ingiuriava con parole volgari. Per impedirle di chiedere aiuto alle forze dell’ordine Mariani l’avrebbe colpita con pugni e morsi prendendole la testa e facendola sbattere contro il suo addome. La vittima fu poi portata al pronto soccorso dove fu sottoposta alle cure del caso (riportò una prognosi di 25 giorni, ndr).
Ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Roberto Evangelisti si è aperto il processo a carico di Mariani per violenza sessuale e lesioni. Sono state ammesse le prove, la giovane si è costituita parte civile con l’avvocato Pietro Antonio Siciliano ed è stata effettuata una calendarizzazione di massima del processo. Il prossimo 3 novembre saranno sentiti i testimoni, mentre per il 30 marzo del prossimo anno è prevista la discussione, con conseguente sentenza. Mariani, che respinge gli addebiti contestati, è difeso dall’avvocato Samuele Farroni. Secondo la difesa le accuse sarebbero destituite di ogni fondamento. Nel corso del dibattimento l’imputato potrà dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati. Importanti risulteranno le testimonianze che potranno aiutare a far luce sui contorni della vicenda. A marzo, dunque, è prevista la sentenza di primo grado. © RIPRODUZIONE RISERVATA