Studentessa disabile di 14 anni costretta a fare 180 km al giorno per la scuola dei sogni

Venerdì 13 Agosto 2021 di Riccardo Antonelli
Giorgia Latini e Francesco Acquaroli

TOLENTINO - Circa 180 chilometri al giorno per seguire la passione della moda e potersi iscrivere a un istituto superiore che abbia l’indirizzo adatto. Il tutto quando a circa metà della distanza c’è una scuola che offre lo stesso identico corso di studio. È il paradosso che sta vivendo una ragazza disabile di 14 anni residente in un Comune dell’entroterra fortemente colpito dalle scosse sismiche del 2016, che vorrebbe iscriversi all’Ipsia Renzo Frau e frequentare la classe dell’indirizzo Moda di Tolentino, ma per ragioni numeriche non potrà accedere alla scuola in quanto non saranno aperte nuove classi prime. Da qui addirittura l’invito a iscriversi ad un istituto superiore simile di Civitanova.

 

  

Le richieste di iscrizione per Moda all’Ipsia Frau di Tolentino per il prossimo anno scolastico sarebbero una decina, un numero ritenuto non sufficiente dall’Ufficio scolastico regionale, nonostante finora si sia agito in deroga negli anni passati per preservare le classi delle scuole dei comuni del cratere sismico. La vicenda ha indignato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, che ha annunciato di aver interpellato direttamente il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. 

«Abbiamo scritto al ministro per sottolineare una vicenda che racconta una problematica che vivono le Regioni con aree interne e montane – spiega Acquaroli -, comunità che annualmente vedono vacillare le scelte in materia scolastica e di diritto all’istruzione a causa di meri criteri matematici e numerici che non tengono conto delle particolarità dei nostri territori. Abbiamo chiesto al ministro di verificare la possibilità di agire in deroga alla normativa, in attesa che si possa giungere a breve a un intervento legislativo che sia più aderente alle reali esigenze locali dei territori. È incredibile che nel 2021 non sia garantito a tutti il diritto allo studio e in particolare alle fasce di popolazione più fragili».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’assessore regionale all’Istruzione Giorgia Latini. «Questo episodio è preoccupante e ci deve aiutare una volta per tutte a uscire dalla dittatura dei numeri – afferma Latini -, stiamo parlando di una vicenda che riguarda una persona minorenne, oltretutto con disabilità, a cui è negato di fatto il diritto all’istruzione. Non si tiene conto del fatto che la scelta alternativa consigliata dall’Usr, un istituto di Civitanova, dista oltre 90 chilometri dal Comune di residenza del minore. Da tempo diverse comunità montane, delle aree interne e delle aree del cratere, lamentano l’applicazione draconiana della normativa in fatto di formazione delle classi. Ad Arquata e altrove abbiamo un problema simile: l’Usr utilizza un criterio meramente numerico per decidere sulla scuola marchigiana e sul futuro dei nostri ragazzi. Trovo che sia un metodo insufficiente per rispondere alle esigenze più che legittime dei territori e dei sindaci. La Regione sta investendo risorse e sta mettendo in campo strategie per il ripopolamento dell’entroterra e dei piccoli Comuni. Non possiamo trascurare la scuola. Mi aspetto che il ministro ci convochi quanto prima, sto lavorando anche con gli ex colleghi della Lega in Parlamento. Non possiamo aspettare che l’applicazione matematica delle norme impoverisca la nostra regione».
 

 

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