Tolentino, nuova vita per la Conceria del Chienti con soci Invitalia e Avm Sustainability

Tolentino, nuova vita per la Conceria del Chienti con soci Invitalia e Avm Sustainability
Tolentino, nuova vita per la Conceria del Chienti con soci Invitalia e Avm Sustainability
di Massimiliano Viti
3 Minuti di Lettura
Sabato 19 Novembre 2022, 03:20

TOLENTINO Sostenibilità, economia circolare, innovazione e 14 milioni di euro di risorse per rilanciare la Conceria del Chienti. La nuova denominazione sociale è Ctc Conceria del Chienti Società Benefit SpA che vede come soci Avm Sustainability, il club deal promosso da alcuni dei partner di Avm Gestioni Sgr di Giovanna Dossena col 51% delle quote e Invitalia che detiene il 49%.  

Il capitale sociale interamente versato è di 5 milioni di euro, oltre ad un prestito obbligazionario degli azionisti di ulteriori 5 milioni. È il primo grande investimento industriale di Invitalia nelle Marche attraverso il Fondo Salvaguardia Imprese, attivato la prima volta per salvare Corneliani. Invitalia partecipa in considerazione del marchio storico di interesse nazionale Ctc, della natura strategica per il sistema industriale marchigiano della conceria che si trasforma in un B-Corp all’insegna della sostenibilità circolare. Invitalia, che gestisce fondi pubblici, insieme con gli investitori privati guideranno lo sviluppo di una “startup con 100 anni di storia” attraverso i previsti investimenti per 14 milioni di euro, 10 dei quali conferiti dai nuovi soci. Nel consiglio di amministrazione della società figurano il presidente Andrea Stopper di Avm Sustainability, il vice presidente Daniele Straventa di Invitalia, i consiglieri Raffaele Ferrara, ex direttore generale di Agenzia delle Entrate, e Carlo Piccinini di Avm Gestioni.

La squadra


«Se c’è grinta, forza, coraggio e onestà e se hai una squadra, l’impossibile diventa possibile come nel nostro caso» esordisce Marco Luppa, confermato al comando della nuova società. Lo stesso Luppa prosegue: «I tanti no che abbiamo ricevuto non ci hanno mai fermato. Gli investitori hanno creduto nell’azienda ma soprattutto nel gruppo di lavoro che non ha mai smesso di lottare per riprendere il cammino. Questo è il vero orgoglio italiano. Abbiamo avuto la forza di rialzarci, lottare, sperare, cercare soluzioni, restare uniti». Il nuovo corso della conceria sarà green e 4.0, con l’uso massiccio di energie rinnovabili, processi di economia circolare per ridurre lo scarto, personalizzazione dei prodotti e tracciabilità delle filiere.

Il nuovo corso


Un nuovo corso che arriva dopo alcuni anni turbolenti. Nel 2014, infatti, a Tolentino arrivano i cinesi di Jiuha Group, per risollevare le sorti di un’azienda destinata a chiudere ma temporaneamente salvata da un gruppo di dipendenti. Nel 2019 i cinesi decidono di uscire da tutti gli investimenti al di fuori della Cina, compreso quello di Ctc. Poi arriva la pandemia. Per la conceria si apre una fase molto difficile, che il “traghettatore” Luppa riesce comunque a gestire. Lo scorso 24 ottobre arriva l’omologa dell’accordo di ristrutturazione del debito da parte del tribunale di Macerata. E ora un nuovo capitolo, di cui si conosce la trama. «Vogliamo rendere tutti i nostri processi i più circolari e innovativi possibile: per noi, la sostenibilità deve essere cultura, non un parametro. I prodotti sostenibili per l’ambiente lo saranno anche per il mercato e per la nostra comunità» spiega Luppa che guida una struttura da 50.000 mq, nata nel 1923 come Conceria Francesco Barbotti e che 20 anni dopo, nell’immediato dopoguerra, ha assunto l’odierna denominazione. I 100 anni sono ora a portata di mano.

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