Flash mob di protesta per il Convitto. Genitori e figli insieme: «Ci servono 4 aule in più»

Sabato 4 Luglio 2020 di Giulia Baldini
Il flash mob
MACERATA - «Rientrare a scuola in presenza si può». Questo è il titolo del flash mob organizzato ieri pomeriggio dal Comitato Cittadini per il Convitto Nazionale G. Leopardi di Macerata. Una manifestazione sentita senza colori politici, in una location non causale, il piazzale accanto al Tribunale, dove un folto gruppo ha espresso a gran voce le sue volontà: che il Convitto ottenga anche le 4 aule destinate agli uffici giudiziari, in modo da consentire lo sperato ritorno tra i banchi di scuola a settembre anche di pomeriggio. 

 
Tante le persone presenti, genitori e studenti insieme a cittadini vicini alla questione, sindacati, consiglieri comunali. Dunque, nonostante il tempo incerto e la minaccia costante della pioggia, il Comitato ha messo in piedi una manifestazione pacifica sotto gli occhi delle forze dell’ordine. A offrire una spiegazione è Laura Finelli, membro del Comitato. «Lo scopo di questo flash mob è quello di chiedere alle istituzioni di rivedere le priorità e un dialogo proficuo tra le parti in causa, - ha detto Laura affiancata da un altro membro del Comitato, Vissia Principi - poiché secondo noi la scuola è la “priorità tra le priorità” insieme al benessere dei ragazzi, quindi devono essere trovate delle soluzioni consone, specialmente dopo l’emergenza Covid». Con le nuove norme gli spazi prima sufficienti ora sono inadeguati. È certo che i ragazzi andranno a scuola ma non verrà garantito l’orario pomeridiano. Questo è un venir meno della caratteristica del Convitto. «Chiediamo di avere a disposizione tutta la parte data al tribunale, chiedendo uno sforzo al tribunale, del presidente della Provincia, e destinare il tribunale in altri luoghi della città. Ottenendo anche quelle stanze, gli studenti potranno tornare alla normalità come ha auspicato la stessa Ministra Azzolina, la quale ha dichiarato l’importanza della formazione scolastica in presenza, soprattutto riguardo la scuola primaria e secondaria di primo grado. Certo, comprendiamo le esigenze del Tribunale in vista dei lavori, però prima delle istituzioni vengono le persone, pertanto riteniamo sia fondamentale dare la precedenza agli studenti». “Aiutateci a salvare il Convitto” e “La scuola agli alunni” sono soltanto alcuni degli striscioni realizzati per l’occasione tra applausi e cori, ma sempre nel rispetto delle norme anti contagio. Il Convitto da tempo è oggetto di parecchie problematiche, in particolar modo della “diatriba” tra Provincia e Comune, le quali inevitabilmente sono ricadute e ricadono sugli studenti e le loro famiglie. 
Ma nonostante i problemi, le iscrizioni aumentano, merito di un’offerta formativa fatta non solo di lezioni, ma anche di corsi di musica, del corso di inglese potenziato, per non parlare della possibilità di rimanere fino alle 18 nella struttura per studiare e fare i compiti con l’aiuto degli educatori e della mensa. Quest’ultima è un altro argomento spinoso per il quale il Comitato si sta già mettendo in moto nella richiesta di altri spazi, essendo un servizio essenziale per gli studenti. «Chi sceglie il Convitto sceglie una scuola particolare e diversa, - ha proseguito Laura – che offre una serie di vantaggi e supporta le famiglie che lavorano, bilanciando in tal senso la vita familiare e quella lavorativa. Infatti oltre alla questione delle aule, il Comitato si sta spendendo anche per quei 9 nuclei familiari a cui è stata negata l’iscrizione a scuola dei loro bambini, dopo la decisione presa dall’Usr di eliminare una prima elementare e una prima media».
Il sostegno
«All’inizio infatti il Comitato è nato per sostenere economicamente, e non solo, quelle stesse famiglie nel ricorso al Tar, ma ad oggi ci muoviamo verso più fronti. Vogliamo difendere il loro, come il nostro, diritto di scegliere in quale scuola mandare i propri figli. La libertà di educazione è un diritto fondamentale e la scelta dell’Usr prima di concedere e poi di togliere le aule è una scelta che sfiora l’incostituzionalità. Dalla prossima settimana partirà una raccolta fondi, per la quale ognuno di noi si autotasserà insieme a chiunque vorrà». Alla manifestazione hanno partecipato anche i consiglieri comunali della Lega Andrea Marchiori e di Fratelli d’Italia Paolo Renna. © RIPRODUZIONE RISERVATA