Morta Duilia Caporaletti, ristoratrice resiliente: aveva sfidato terremoto e Covid a Sant'Angelo in Pontano

Addio a Duilia, simbolo di resilienza: il mondo della ristorazione in lutto. Aveva sfidato e superato il sisma e il Covid
Addio a Duilia, simbolo di resilienza: il mondo della ristorazione in lutto. Aveva sfidato e superato il sisma e il Covid
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Venerdì 12 Agosto 2022, 04:25 - Ultimo aggiornamento: 15:29

SANT’ANGELO IN PONTANO -  Un lutto non solo per la comunità di Sant’Angelo in Pontano, ma per tutto il Maceratese. Si è spenta infatti all’età di 93 anni Duilia Caporaletti, fondatrice del ristorante che dal 20 febbraio 1968 porta il suo nome. L’aveva avviato con il marito dopo tante difficoltà, ma non l’aveva piegata né il terremoto, né il Covid. Solo un brutto male, negli ultimi due anni, l’aveva debilitata fino a portarsela via nei giorni scorsi. Un emblema di resilienza, Duilia. 
 
La storia 
Il sisma del 2016 aveva danneggiato pesantemente il locale, uno dei più conosciuti dell’entroterra, e così, insieme al figlio Roberto Marucci, era stata costretta a chiudere per un paio d’anni. Si sarebbe potuta dedicare alla pensione e invece aveva voluto strenuamente portare avanti l’attività, che nel 2018 era tornata ad aprire allestendo una struttura coperta sull’ampia balconata dell’edificio che domina la città. «Fino all’inizio del 2020 ha continuato sempre a lavorare 5-6 ore al giorno, poi di colpo ha smesso – racconta il figlio, Roberto Marucci – abbiamo fatto delle analisi ed è emerso questo male che, pian piano, se l’è portata via. Se non fosse stato per quello non si sarebbe mossa dal ristorante». Tutto era iniziato negli anni Sessanta, quando con il marito Duilio (nomen omen) si erano messi in testa di aprire un’attività di ristorazione. La passione era fortissima, a mancare erano solo i soldi.

«Avevano sistemato una casa, dove erano in affitto, ma non avevano più una lira per acquistare la licenza, i tavoli e tutto il resto – aggiunge il figlio Roberto –. Aspettarono due anni per trovare qualcuno che prestasse loro i soldi necessari per avviare l’attività. Poi un giorno del novembre 1967 arrivò una nevicata eccezionale, c’era un metro di neve qua. L’allora segretario comunale Antonio Strada, che era di San Ginesio, restò bloccato in città. Loro lo ospitarono offrendogli la loro camera da letto e dormirono sul pianerottolo. Fu così colpito dalla cosa che decise lui di prestar loro i soldi per avviare l’attività». 


L’attività 
Fu così che, nel 1968, nasce il ristorante da Duilia, che resta nella location originaria fino al 1987, per poi spostarsi dove è tutt’ora. In mezzo, tutta la maestria di Duilia e Duilio ne hanno fatto uno dei luoghi più caratteristici del Maceratese, in particolare per una specialità: la coratella. «Mio padre era così geloso della sua ricetta che la diede a mia madre solo dopo 20 anni», svela Marucci. Celebri anche le tagliatelle. Il funerale è in programma per oggi pomeriggio alle 16 nella struttura realizzata dopo il terremoto nei pressi della chiesa collegiata. Per l’occasione tornerà nella sua terra natia da Sant’Elpidio a Mare don Emanuele, che officerà la cerimonia. Durante la stessa si esibirà anche una banda musicale e con essa suonerà la tromba anche il figlio di Duilia. 

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