San Severino, picchia la fidanzata incinta e la istiga ad abortire. Giovane del posto condannato per maltrattamenti

Picchia la fidanzata e la istiga ad abortire, giovane condannato per maltrattamenti
Picchia la fidanzata e la istiga ad abortire, giovane condannato per maltrattamenti
di Benedetta Lombo
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Mercoledì 6 Dicembre 2023, 03:05 - Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre, 08:51

SAN SEVERINO Accusato di aver picchiato la fidanzata, di averle preso il cellulare, di averla chiusa in casa e di averle impedito di frequentare altre persone, poi quando lei aveva scoperto di essere incinta ed era tornata dai genitori lui avrebbe minacciato sia lei sia i genitori della ex affermando che se non avesse abortito l’avrebbe fatta abortire con le sue mani. Ieri un 27enne settempedano è stato condannato a 5 anni e 8 mesi di reclusione. La difesa: «Leggeremo le motivazioni e faremo appello, non c’è la prova dei maltrattamenti durante la convivenza». 

 

I fatti risalgono al periodo compreso tra il 2018 e agosto del 2020.

Secondo l’accusa da ottobre 2018 a luglio del 2020 il giovane avrebbe maltrattato in più occasioni la compagna, prendendola a schiaffi, impedendole a volte di uscire e di frequentare altre persone e chiudendola nelle stanze di casa. Quando la giovane scoprì di essere incinta, per l’accusa, l’avrebbe presa a schiaffi minacciandola e istigandola ad abortire. La ragazza, invece, quel figlio lo voleva ed era andata via.

Anche i genitori nel mirino

Era tornata dai genitori ma anche a quel punto l’imputato avrebbe continuato a minacciarla prendendosela anche con i genitori di lei. Per l’accusa un giorno l’avrebbe raggiunta a casa, al padre avrebbe detto che era andato «per ammazzare» la figlia consigliandole di andare in ospedale ad abortire perché se non lo avesse fatto avrebbe ammazzato tutti i membri della famiglia. Lo stesso giorno il padre era andato a casa dell’imputato per recuperare alcuni effetti personali della figlia, ma quando il 27enne si accorse che non c’era la ex, avrebbe rotto il finestrino dell’auto con un pugno per poi colpire il genitore della ex.

Nel processo l’imputato si è sottoposto a esame negando gli addebiti e affermando di aver voluto quel figlio, di volerlo anche riconoscere e di aver detto alla ex di abortire solo quando lei lo aveva lasciato. Il Pm Vincenzo Carusi ha chiesto la condanna dell’imputato, il collegio ha condannato il 27enne a 5 anni e 8 mesi per maltrattamenti, lesioni e sequestro di persona della ex e danneggiamento dell’auto del genitore di lei, lo ha invece assolto dall’accusa di stalking nei confronti dei genitori della giovane per difetto di querela. La difesa sostenuta dall’avvocato Alessandro Paciaroni ha preannunciato appello.

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