Lascia fuori casa moglie e figlio e poi aggredisce due carabinieri: arrestato un 49enne a San Severino

Lascia fuori casa moglie e figlio e poi aggredisce due carabinieri: arrestato un 49enne a San Severino
Lascia fuori casa moglie e figlio e poi aggredisce due carabinieri: arrestato un 49enne a San Severino
di Benedetta Lombo
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Domenica 4 Dicembre 2022, 10:45 - Ultimo aggiornamento: 12:45

SAN SEVERINO  - Lascia la moglie fuori casa, lei chiama i carabinieri e all’arrivo dei militari lui li aggredisce e li insulta: «Italiani di m…, figli di p…».  Un 49enne albanese finisce in manette: in aula si avvale della facoltà di non rispondere, sarà processato il 15 dicembre, nel frattempo il giudice Federico Simonelli, accogliendo la richiesta del pm Francesca D’Arienzo, ha disposto il divieto di dimora a San Severino fino alla prossima udienza. Per la moglie, connazionale, è stato invece attivato il codice rosso. 

 

Tutto è successo venerdì scorso poco dopo le 16.30 quando una donna ha chiesto al 112 l’intervento di una pattuglia perché il marito, a suo dire ubriaco, aveva chiuso fuori casa lei e il figlio. I due carabinieri del Radiomobile di Tolentino intervenuti hanno tentato, senza riuscirci, di convincere l’uomo a far rientrare moglie e figlio.

L’albanese era già noto, è gravato da numerosi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, contro la persona, in materia di armi, contro la pubblica amministrazione e la fede pubblica e per guida sotto effetto di alcol. Nei suoi confronti il questore ad agosto 2021 aveva emesso il cosiddetto Daspo urbano (a seguito di una denuncia per rissa) e tre mesi dopo un avviso orale per la durata di tre anni. Venerdì l’albanese avrebbe iniziato a spintonare i carabinieri giù dalle scale tanto che uno dei due militari si è fatto male a una caviglia (5 giorni di prognosi). Quando gli uomini dell’Arma, per evitare che la situazione potesse degenerare, sono usciti fuori dal cancello, lui avrebbe iniziato a urlare: «Pezzo di m…, rubarolex, italiani di m…, figli di p…, voi siete la feccia dell’umanità», poi rientrato in casa l’uomo ha continuato a pronunciare altre frasi in albanese. 

Successivamente sul posto è intervenuta anche una pattuglia della stazione cittadina, i militari hanno convinto l’albanese a seguirli in caserma. È finito in manette per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni e denunciato a piede libero per oltraggio a pubblico ufficiale. Dopo la notte trascorsa in una camera di sicurezza del comando provinciale a Macerata, ieri è stato condotto in Tribunale a Macerata. Difeso dall’avvocato Esildo Candria il 49enne non ha voluto rispondere alle domande del giudice che ha convalidato l’arresto e, su richiesta del pubblico ministero, ha disposto il divieto di dimora. Il prossimo 15 dicembre sarà giudicato con rito direttissimo.

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