Tentano un furto e immobilizzano un anziano: due fratelli marocchini scoperti e arrestati dai carabinieri

Tentano un furto e immobilizzano un anziano: due fratelli marocchini scoperti e arrestati dai carabinieri
Tentano un furto e immobilizzano un anziano: due fratelli marocchini scoperti e arrestati dai carabinieri
di Benedetta Lombo
4 Minuti di Lettura
Sabato 26 Febbraio 2022, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 15:59

SAN GINESIO - Sceglievano le vittime in base alla loro vulnerabilità (anziani, donne o comunque persone che vivono in zone isolate) e poi entravano in azione. Dopo tre colpi, tutti sfumati, sono finiti in manette due fratelli marocchini di 28 e 39 anni che vivono nel Perugino.

 

Nella loro abitazione i carabinieri hanno trovato migliaia di euro e numerosi oggetti tra biciclette, trapani, tagliasiepi, motoseghe e altro che per gli inquirenti sarebbero stati rubati a diverse ignare vittime. Ora i due sono ai domiciliari col braccialetto elettronico in una casa alla periferia di Perugia, sono accusati di tentata rapina pluriaggravata e due tentati furti.


Il primo colpo è del 29 ottobre scorso. Il 28enne era entrato in una casa a San Ginesio, stava rovistando ovunque mentre fuori a fare da palo c’era il fratello. Quando l’anziano proprietario è rientrato, il 39enne era subito intervenuto e si era messo a parlare per distrarlo, ma l’anziano tutt’altro che sprovveduto, ha intuito qualcosa e si è avvicinato a casa. Dentro c’era un estraneo che rovistava tra le sue cose, così ha iniziato a chiamare a gran voce i parenti e i ladri si sono subito allontanati verso l’auto che avevano lasciato poco distante. L’anziano li ha seguiti annotando su un foglietto il numero di targa ma i due, accortisi del fatto, sono scesi, gli hanno immobilizzato le braccia e gli hanno preso dalla tasca il biglietto per poi scappare.

Ma l’uomo aveva già memorizzato la targa e, corso alla Stazione di San Ginesio, ha riferito tutto: targa, modello di auto e descrizione dei due. Il comandante Bruno Vinchi ha subito avviato mirate attività informative che sono state estese anche in Umbria. Da lì i carabinieri hanno iniziato a sospettare che gli autori fossero due stranieri domiciliati nell’hinterland perugino che a volte si spostavano a bordo di una Opel Adam intestata a un’altra persona.


Il secondo colpo è dei primi di gennaio: un uomo che vive in una zona isolata in località Piaggiole di Camerino ha notato un’Opel Corsa che aveva affiancato la sua auto in sosta davanti al cancello di casa. Si è avvicinato e ha visto che nella sua auto era seduto un uomo, mentre un altro era rimasto nella Corsa. Uno dei due si è giustificato dicendo che era interessato all’acquisto dell’auto per poi allontanarsi col fratello, lasciando il cruscotto aperto, da cui aveva estratto e frugato in un portafoglio. Annotata la targa, l’uomo è andato ai carabinieri della Stazione di Pioraco per sporgere denuncia. Il giorno dopo in località Ormagnano della frazione Seppio di Pioraco, sempre in una zona isolata, una signora rientrando a casa, ha notato un’auto con un uomo dentro ferma vicino al suo garage, mentre un altro giovane tentava di introdursi in casa da una scalinata esterna. Il garage era stato aperto e dentro, a terra, c’era un borsone. Il giovane, dopo una rapida scusa, è risalito in auto e si è allontanato con il complice.


Gli accertamenti svolti, dai carabinieri di Pioraco guidati dal luogotenente Claudio Fabbrizio, hanno consentito di individuare uno dei responsabili dei due tentati furti, coinvolto anche nella tentata rapina a San Ginesio. Così, sulla base dell’informativa depositata dalla Compagnia di Tolentino, diretta dal capitano Giulia Maggi, il pm Enrico Riccioni ha chiesto e ottenuto dal gip Domenico Potetti, l’emissione di due misure cautelari (per il pericolo di reiterazione del reato) che sono state eseguite giovedì dai carabinieri di Tolentino e Camerino, insieme ai colleghi della Compagnia di Perugia. A casa e nel garage sono stati trovati e sequestrati numerosi attrezzi da scasso, migliaia di euro in contanti e oggetti (biciclette, frullini, pompe idrovore, trapani, tagliasiepi, motoseghe, saldatrici, batterie etc.) ritenuti provento di furto. Per loro è scattata la denuncia per ricettazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA