Due milioni in meno nella seconda asta per Villa Gigli: il 9 giugno si deciderà la sorte della dimora del tenore

Sabato 1 Maggio 2021 di Giulia Sancricca
Due milioni in meno nella seconda asta per Villa Gigli: il 9 giugno si deciderà la sorte della dimora del tenore

RECANATI  - Nuova data e nuova base d’asta per la seconda occasione di vendita di Villa Gigli. Dopo quella andata deserta il 24 febbraio scorso, il Tribunale di Macerata ha stabilito un ribasso di due milioni di euro: dagli otto iniziali, infatti, ora si è arrivati a sei milioni di euro. Il 9 giugno, alle 10.35, si saprà dunque se la dimora storica del tenore Beniamino Gigli, che si trova sulla collina di Montarice, tra Recanati, Porto Recanati e Loreto, avrà un nuovo proprietario o dovrà attendere un ulteriore ribasso.

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Le offerte potranno essere presentate fino a mezzogiorno dell’8 giugno. Intanto i tre Comuni su cui insiste la villa non sono rimasti con le mani in mano e hanno stilato un documento da inviare al ministero dei Beni e delle attività culturali che potrà esercitare il diritto di prelazione entro 60 giorni dalla ricezione della denuncia di aggiudicazione. Puntano a questo le tre amministrazioni che hanno richiesto l’intervento del Mibact e della Regione, tramite un documento approvato lo stesso giorno (giovedì) dai consigli comunali di Loreto e Recanati, in attesa che si riunisca anche quello di Porto Recanati.

«Ora che è uscita la data della nuova asta - dice il sindaco Antonio Bravi - i tempi si accorciano, diversamente da quanto potevamo pensare. Siamo comunque in tempo per far conoscere la nostra volontà al Ministero prima che ci sia la nuova asta». Nella delibera si richiamano l’importanza della dimora e i principi di tutela e valorizzazione del patrimonio storico e artistico della nazione contenuti nella Costituzione: «Riteniamo che questo bene debba essere tutelato - si legge nel documento approvato all’unanimità dal consiglio di Recanati - non solo per il suo pregio ma anche per quello che può rappresentare ed assolvere, attraverso la pubblica fruizione, in ambito culturale come mezzo di trasmissione di una memoria del passato. Ricordiamo che la Costituzione prevede la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della nazione». A questo aggiungono anche l’impossibilità dei Comuni diintervenire economicamente: «Allo Stato - scrivono - spetta di garantirne la protezione e la conservazione dei beni per fini di pubblica fruizione, mentre agli enti territoriali, come la Regione e i Comuni, la funzione residuale volta a cooperare con il Ministero per garantire la tutela. Riteniamo che non si possa pensare, per i valori necessari, che tale facoltà sia attivabile autonomamente da un Comune». 


Dunque la richiesta di «attivarsi fin da ora affinché all’esito della procedura d’asta volta alla vendita di Villa Gigli, si metta in atto la facoltà di prelazione sull’immobile, o in subordine sostenere gli enti territoriali con un finanziamento ad hoc, per metterli in condizione di attivare il diritto di prelazione nell’ipotesi di rinuncia». I Comuni dicono anche di essere «disponibili a collaborare per garantire la tutela e valorizzazione della Villa, una volta divenuta di proprietà pubblica».

 

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