L’Orto dell’Infinito riapre alle visite dopo la caduta dell’albero secolare. Il pino di oltre venti metri d’altezza era stato abbattuto dal vento

Sabato 19 Marzo 2022 di Giulia Sancricca
L'Orto dell'Infinito

RECANATI - L’Orto dell’Infinito riapre le porte ai visitatori. La chiusura, dovuta ad un albero storico abbattuto dal vento, era stata disposta lo scorso 27 febbraio, ma ora il Fai, che gestisce la struttura, ha annunciato la riapertura per oggi. Uno dei luoghi simbolo di Giacomo Leopardi, legato ai momenti di riflessione del poeta, torna così a risplendere dopo le operazioni di rimozione del pino secolare. 

 


«Una tempesta di vento e pioggia - ricorda il Fai in una nota - il 27 febbraio scorso ha abbattuto il Pinus halepensis alto venti metri, che da oltre cento anni ombreggiava la radura dell’Orto sul Colle dell’Infinito. Si tratta di un bene affidato al Fondo per l’Ambiente Italiano dal Comune di Recanati nel 2017, e dal 2019 aperto regolarmente al pubblico, inserito in un percorso di valorizzazione intitolato alla celebre poesia di Giacomo Leopardi che include il vicino Centro nazionale di studi leopardiani». Proprio nel 2019, infatti, l’Orto era stato sistemato ed inaugurato alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «Il Comune, proprietario dell’Orto, ha subito avviato i lavori di rimozione che hanno richiesto diversi giorni - prosegue il Fai -, e grazie alla tempestività del suo intervento il bene riaprirà al pubblico il 19 marzo (oggi, ndr). L’Orto sarà visitabile anche il 26 e 27 marzo prossimi, in occasione delle Giornate Fai di primavera, la grande manifestazione annuale organizzata dall’ente a livello nazionale che coinvolge centinaia di luoghi in tutta Italia, aperti eccezionalmente da migliaia di volontari, compresi i beni del Fai».

A pubblicare la foto dell’albero che era stato abbattuto dalle raffiche di vento era stato Giuseppe Traini, titolare dell’azienda Eco Service che si occupa del verde dell’Orto. Grande il dispiacere per chi vi era affezionato, ma anche per tutti coloro che conoscono il valore di un luogo storico come quello legato a Giacomo Leopardi. Lo stesso sindaco, Antonio Bravi, si era rammaricato per l’accaduto. «Il pino - specifica il Fai - era oggetto di regolare manutenzione: dal 2019 erano stati eseguiti due interventi di potatura, alleggerimento e riequilibrio della chioma, particolarmente necessari perché l’albero era inclinato e affondava le radici in un terreno incoerente, frutto di riporti recenti che perdipiù ne avevano interrato il colletto, indebolendolo. E così ha ceduto al suo stesso peso sotto la forte e improvvisa spinta della tempesta».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA