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«I no vax sono pregati di cambiare ambulatorio». Spopola il cartello del medico di base: «Complimenti dai pazienti»

«I no vax sono pregati di cambiare ambulatorio». Spopola il cartello del medico di base: «Complimenti dai pazienti»
«I no vax sono pregati di cambiare ambulatorio». Spopola il cartello del medico di base: «Complimenti dai pazienti»
di Giulia Sancricca
4 Minuti di Lettura
Giovedì 18 Novembre 2021, 10:18

RECANATI - Una eco nazionale. In poco tempo il cartello che Amedeo Giorgetti, medico di famiglia di Recanati, ha affisso nel suo ambulatorio ha fatto il giro d’Italia. Un messaggio chiaro quello del dottore: «A disposizione per dubbi o timori - scrive ai suoi pazienti - . Ma chi crede che il vaccino (anti Covid, ndr) sia una pericolosa arma in mano alle multinazionali del farmaco, con la connivenza di noi medici, è pregato di cambiare ambulatorio». 

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La posizione 

Una presa di posizione che ha amplificato il dibattito tra favorevoli e contrari al vaccino. Tante, infatti, le lettere, le mail e i commenti sui social di chi si complimenta con Giorgetti («tanti messaggi di sostegno anche da parte dei pazienti», sottolinea il medico) per aver avuto il coraggio di esporsi in questo modo. Tra i primi a sostenerlo il sindaco di Recanati, Antonio Bravi, con un messaggio social in cui evidenzia come «la sua posizione ci aiuta a comprendere meglio lo sforzo a cui tutto il personale sanitario è stato sottoposto per un lungo periodo e che ancora dovrà durare. Ringraziamo perciò ancora una volta per la dedizione tutti i sanitari e rivolgiamo una particolare gratitudine a coloro che stanno permettendo al centro vaccinale cittadino di erogare un servizio di prossimità indispensabile». A questa, tra gli altri, è seguita la gratitudine di Filippo Anelli, presidente della federazione degli ordini dei medici Fnomceo e di Silvestro Scotti, segretario nazionale dei medici di famiglia Fimmg. L’altra faccia della medaglia, invece, è fatta di chi lo accusa di non rispettare il giuramento di Ippocrate. A loro il medico chiarisce che «deve sussistere un rapporto di fiducia tra me e il paziente. Se una persona non si fida delle mie cure è difficile trovare una soluzione». Proprio per questo ci sono stati due pazienti che hanno deciso di ricusarlo. «Uno si è ammalato di Covid dopo sei mesi che cercavo di convincerlo a vaccinarsi - racconta -. L’ho seguito fino alla guarigione e poi, di comune accordo, mi ha ricusato. Un altro, invece, si è ricusato dopo che continuava a sfottermi sui social sostenendo che il virus non esiste. Non sono il medico che caccia i pazienti - ci tiene a precisare -, non ho ricusato nessuno, ma non tollero l’arroganza». Non solo, a ferire Giorgetti e i suoi colleghi è il comportamento di chi non crede nella Medicina nonostante l’impegno che i sanitari mettano in campo.

L’impegno 
«Noi siamo in trincea - dice il recanatese - . Siamo stati i primi a vaccinare i nostri pazienti e tutti i sabati proseguiamo, da volontari, nell’hub cittadino. Ci impegniamo con passione, siamo disponibili a parlare con chi ha paura, ma non accettiamo di essere accusati di complottismo». Per questo lancia l’affondo finale: «La politica deve prendersi le proprie responsabilità. I reparti intensivi sono stati fatti per tutti, non solo per chi ha il Covid. Ora sono piene solo di no-vax e non è giusto». 

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