Fossi, itinerari verdi e immobili da salvare. La giunta cerca fondi per la zona del Colle dell'Infinito

Martedì 26 Aprile 2022 di Giuseppe Porzi
Il Colle dell'Infinito

RECANATI - Il Comune a caccia di finanziamenti per potenziare gli interventi legati all’ambiente e all’urbanistica. L’assessore di riferimento, Michele Moretti, punta ad ottenere i finanziamenti attraverso due bandi che potrebbero confluire nel progetto del piano particolareggiato del Colle dell’Infinito.

 


«Uno dei finanziamenti a cui stiamo lavorando - dice - è regionale e prevede la possibilità di reperire fondi per la manutenzione dei fossi e intervenire sul dissesto idrogeologico. Se riuscissimo ad ottenere i fondi vorremmo utilizzarlo per recuperare l’area del Colle dove ci sono alcuni fossi. L’obiettivo è lavorare alla custodia e alla manutenzione di queste zone e, magari, cercare di realizzare una prima parte di rete pedonale. Lo schema potrebbe essere quello già utilizzato per il Fosso delle Conce dove una parte di finanziamento renderà la zona fruibile anche a piedi o in bicicletta». Il secondo bando a cui il Comune punta prevede invece un finanziamento più corposo, capace di integrare il progetto più ampio che l’amministrazione ha lanciato per il Colle. «In questo caso - aggiunge Moretti - si tratta di circa due milioni di euro da utilizzare per il recupero di immobili che hanno una valenza storico-culturale.


Con la realizzazione del piano particolareggiato ci siamo resi conto che nella zona del Colle dell’Infinito ci sono diverse case coloniche da sistemare e rendere fruibili come strutture ricettive o culturali. Una di queste risale al 1827 ed è quindi contemporanea a Giacomo Leopardi. Vorremmo valutare la possibilità di fare una cordata per un finanziamento che veda una compartecipazione con il privato. Stiamo quindi aspettando l’uscita del bando, prevista per giugno prossimo, per cogliere l’opportunità di recuperare questi immobili».


Intanto, per il piano particolareggiato proseguono gli incontri con i proprietari delle aree che insistono sul Colle. «Ci sono riscontri molto positivi - dice Moretti - , soprattutto rispetto all’idea lanciata di recuperare una agricoltura di natura biologica nell’area sotto il Colle. Questa azione renderebbe la vallata, anche dal punto di vista paesaggistico, ricca di una varietà di colture che hanno anche un forte impatto positivo sull’ambiente. Dal punto di vista agroambientale - conclude - la monocoltura ha un appeal diverso che si aggiunge all’importanza dello sviluppo turistico e culturale della zona».

 

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