Beppe Piedimonte stroncato dal Coronavirus, una vita accanto ai grandi registi del cinema

Giovedì 15 Aprile 2021 di Giulia Sancricca
Giuseppe "Beppe" Piedimonte

RECANATI - Lutto a Recanati per la scomparsa di Giuseppe Antonio Piedimonte. Aveva 70 anni ed era ricoverato al Covid center di Civitanova. Da tutti conosciuto come Beppe, Piedimonte si è arreso al virus per il quale era stato ricoverato circa un mese fa, diventando la 48esima vittima che la pandemia ha causato nella città leopardiana.

 

 

Ad annunciare la sua scomparsa è stata proprio la famiglia, con un post sul profilo Facebook del 70enne. 

«Dopo lunghi giorni di battaglia - hanno scritto i familiari -, una grande forza e l’aiuto prezioso dei medici, il Covid ci ha portato via Beppe. Nelle sue ultime ore non ha sofferto e ora riposa in pace. Siamo certi che, tutti noi che lo abbiamo conosciuto, conserveremo nel cuore i suoi ricordi più belli e spensierati». Noto per il suo lavoro nel mondo del cinema, viveva a Recanati da diversi anni insieme alla moglie Lorella. La sua passione per quello che poi è diventato il suo mestiere lo ha visto per tanti anni impegnato a Cinecittà, dove ha collaborato a diverse produzioni, insieme a registi noti come Cristina Comencini, Neri Parenti e Ricky Tognazzi.

A portarlo nella città leopardiana è stato l’amore per colei che più tardi è diventata sua moglie e che è proprio di Recanati. Una volta nelle Marche ha avuto modo di collaborare alla realizzazione del film “Il giovane favoloso”, diretto da Mario Martone e incentrato sulla vita del poeta Giacomo Leopardi. In quel caso aveva lavorato come aiuto alla segreteria di produzione, come pure per il film “Un uomo una voce” sulla vita di Beniamino Gigli, per la regia di Giuseppe Conti.

«A causa delle restrizioni - prosegue la famiglia nel post - non ci è possibile salutarlo come avremmo voluto, ma domani (oggi ndr) alle 15, nel piazzale antistante il cimitero nuovo di Recanati, si terrà un breve momento di raccoglimento. A chi volesse partecipare chiediamo di rispettare le consuete regole di distanziamento». Per ricordare il modo in cui Piedimonte ha vissuto la sua famiglia ed il lavoro che aveva scelto e svolto con passione, i suoi famigliari hanno utilizzato le parole di Bob Marley: «Ama la vita che vivi, vivi la vita che ami». Per chi, come lui, ha fatto dell’arte il suo impegno più grande, il dolore per la scomparsa sarà lenito da ciò che di bello ha realizzato e che continuerà a vivere sulla Terra a testimonianza del suo lavoro e della sua sensibilità.
 

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