Il medico anti no vax di Recanati: «Ho perso uno dei miei più cari pazienti, di Covid si può morire anche dopo un anno»

Il medico anti no vax Amedeo Giorgetti;
Il medico anti no vax Amedeo Giorgetti;
di Giulia Sancricca
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Lunedì 22 Novembre 2021, 03:25 - Ultimo aggiornamento: 23 Novembre, 08:42

RECANATI  - «Purtroppo di Covid si può morire anche dopo un anno». A dirlo in un post su Fb è Amedeo Giorgetti, medico di base di Recanati che la scorsa settimana è salito alla ribalta delle cronache nazionali per aver affisso un cartello nel suo studio in cui invita i pazienti no vax a scegliere un altro medico. Ieri il dottore, con un post sul social, ha voluto unire il ricordo di un paziente ed amico scomparso all’importanza di non sottovalutare la malattia.

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«Il mio post non vuole sollevare alcuna polemica - precisa Giorgetti su Fb - . Venerdì ho perso uno dei miei più cari pazienti, Elso (di 83 anni, ndr.). Il virus lo aveva colpito esattamente un anno fa e per lui, già affetto da una fibrosi polmonare, è stato devastante. Nonostante tutto siamo riusciti, attraverso la preziosa consulenza del professore Campanella ed il suo servizio di videoteleconsulto, a non ricoverarlo e a tirarlo fuori dall’infezione, anche se ovviamente ne è uscito invecchiato di dieci anni. È la prima volta che decido di pubblicare una storia così privata - ammette il dottore - , sono profondamente geloso dei miei sentimenti più intimi e riservati, ma non posso non ricordare Elso perché con lui ripercorro, con grande nostalgia, la mia vita professionale».

Giorgetti assisteva Elso Canaletti dal 1987 e lo ha visto peggiorare a seguito del virus. «Nelle ultime settimane, quando si sentiva sempre peggio, diceva ai figli e alla moglie di chiamarmi, come se io avessi potuto fare qualcosa per lui. Io ovviamente andavo, solo per cercare di rassicurarlo un po’, perché sapevo che “la mia Medicina” non sapeva fornirmi le armi per poterlo riportare in salute». 
Una confidenza affidata ai social quella di Giorgetti che, oltre al dolore per la scomparsa di una persona cara, rafforza implicitamente un appello a fare attenzione al virus.

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