Pino secolare abbattuto dal vento: l’Orto dell’Infinito perde un simbolo. L’albero si trovava al centro del luogo leopardiano

L'albero abbattuto
L'albero abbattuto
di Giulia Sancricca
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Martedì 1 Marzo 2022, 07:15

RECANATI - È bastata qualche raffica di vento a spazzar via la storia che un pino secolare dell’Orto dell’Infinito portava con sé. Ha fatto da sfondo a tutte le serate evento che si sono svolte in quel luogo negli ultimi anni. Ritratto in molte foto scattate sul giardino portato a nuovo nel 2019 ed ora gestito dal Fai. Domenica pomeriggio però, poco prima delle 17, il vento lo ha abbattuto ed il pino è caduto sul prato dell’Orto dell’Infinito

 


A pubblicare la foto dell’albero a terra è stato Giuseppe Traini, titolare dell’azienda Eco Service che si occupa del verde dell’Orto. «A volte anche i giganti cadono - ha scritto - . È caduto il pino esemplare al centro del giardino». Grande il dispiacere per chi vi era affezionato, ma anche per tutti coloro che conoscono il valore di un luogo storico come quello legato a Giacomo Leopardi. Il pino si trovava a pochi passi dal cipresso in cui si pensa che Leopardi si fermasse a contemplare. La solitudine che lo scrittore trovava in quel luogo era capace di evocargli il pensiero dell’infinito, a pochi passi da casa sua.

«Un vero peccato - commenta il sindaco Antonio Bravi - . Perché quell’albero faceva parte di tutte le foto dell’Orto dell’Infinito. Tra l’altro ci è sembrato davvero strano: c’è stato vento, ma nemmeno tanto esagerato rispetto alle altre volte. Per fortuna non ci sono stati gravi danni. Il pino è caduto sul prato e ha leggermente danneggiato il pergolato. Siamo particolarmente dispiaciuti - confida - perché stava nel prato dove si fanno gli spettacoli d’estate ed ora c’è un vuoto». Il primo cittadino, però, è certo del fatto che la pianta non fosse malata. «Quando nel 2019 è stato recuperato l’Orto - dice - tutti gli arbusti sono stati controllati e anche quello aveva superato i test. Dunque era sano». Tre anni fa, infatti, l’Orto che un tempo apparteneva al convento delle suore, è stato recuperato dal Comune e dato in gestione al Fai. In occasione dell’inaugurazione venne in visita il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. 


«Noi ci siamo occupati dei lavori botanici - spiega il sindaco recanatese Antonio Bravi - grazie ai fondi che ci sono stati erogati dal ministero della Cultura, mentre il Fai si è occupato di ristrutturare la palazzina del Centro nazionale di studi leopardiani». In quel luogo, infatti, hanno sede il Centro mondiale della poesia, la scuola di musica “Beniamino Gigli” e un istituto superiore. All’epoca del poeta, quando c’era ancora il convento delle suore, la famiglia Leopardi aveva accesso a quell’area ed è per questo che, ancora oggi, ha un valore inestimabile».

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