Turista inglese sequestrato a Monte San Giusto, 5 indagati. Il Pm: «Hanno agito con crudeltà»

Turista inglese sequestrato a Monte San Giusto, 5 indagati. Il Pm: «Hanno agito con crudeltà»
Turista inglese sequestrato a Monte San Giusto, 5 indagati. Il Pm: «Hanno agito con crudeltà»
di Daniel Fermanelli
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Domenica 7 Agosto 2022, 03:15 - Ultimo aggiornamento: 8 Agosto, 18:56

MONTE SAN GIUSTO - La Procura di Firenze ha presentato il conto ai cinque giovani ritenuti responsabili del sequestro dell’inglese Sam Demilecamps. Il turista 26enne, nell’ottobre dello scorso anno, era stato aggredito nel capoluogo toscano e poi rinchiuso in un appartamento a Monte San Giusto, dove venne liberato con un blitz dei carabinieri del Ros di Ancona e del Reparto operativo di Macerata. Un piano, secondo i militari dell’Arma, organizzato per ottenere un riscatto di 7mila euro. 


L'accusa


Il sostituto procuratore Antonino Nastasi ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Sotto accusa Ahmed Rajraji, 22 anni; Dona Conte, 23 anni, Aurora Carpani, 21 anni e Shuayb Athimni, 25 anni, tutti e quattro di Montegranaro, e Rubens Gnaga, 19 anni, di Monte San Giusto. I cinque ragazzi, come riportato nell’atto della Procura, sono ancora agli arresti domiciliari. La vicenda - che all’epoca dei fatti ebbe una ribalta internazionale - è stata ricostruita nei minimi dettagli. I cinque indagati devono rispondere della pesantissima accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione. Secondo il Pm Nastasi, avrebbero agito in concorso tra loro. In particolare Athimni avrebbe attirato Demilecamps a Firenze, dandogli appuntamento davanti al Classic Hotel, e partecipando all’aggressione, senza però colpire il giovane inglese. Rajraji è considerato l’ideatore e il materiale esecutore del piano, Conte e Gnaga solo gli esecutori. Avrebbero sferrato calci e pugni al 26enne, stordendolo, e colpendolo con un taser. Avrebbero poi usato lo spray al peperoncino, narcotizzandolo.

La segregazione

A quel punto lo avrebbero sequestrato e condotto nell’abitazione di Monte San Giusto, in via Carducci, nella disponibilità di Gnaga, dove, anche con la partecipazione di Carpani, lo avrebbero segregato in una stanza tenendolo costantemente ammanettato a un supporto fisso, sottoponendolo a sevizie (scariche con la pistola elettrica, colpi sparati con fucili di softair e tentativi di soffocamento in una vasca) per ottenere 7mila euro come riscatto (ne avrebbero ottenuti solo 1.500). Fatti avvenuti dal 6 al 13 ottobre 2021. Rajraji, Conte, Gnaga e Carapani, devono rispondere anche del reato di lesioni. In concorso avrebbero colpito ripetutamente Demilecamps con calci e pugni e usando le scariche elettriche del taser, causando al turista inglese ferite al torace, alle spalle e alle gambe, lividi, cicatrici ed escoriazioni alle ginocchia. Contestata l’aggravante di «avere commesso il fatto con armi, in più persone riunite, per motivi abbietti e di avere adoperato sevizie o comunque agito con crudeltà nei confronti della persona offesa».

La rapina


Rajraji e Athimni sono accusati anche di rapina. Il primo viene definito il “concorrente morale nel ruolo di rafforzatore del proposito criminoso” mentre il secondo, a Firenze, avrebbe usato violenza e minacciato un amico dell’inglese. Il giovane sarebbe stato inseguito e bloccato. Gli è stato intimato di stare fermo e di spegnere il cellulare, con la minaccia di fargli del male nel caso non avesse soddisfatto le sue richieste e nel caso avesse parlato con altri di quanto stava accadendo. L’amico del turista inglese sarebbe stato costretto a condurre Athimni nella camera d’albergo che condivideva con la vittima del sequestro. E qui a Demilecamps - sempre secondo la Procura - sarebbero stati sottratti 115 euro in contanti, una carta di credito, vestiti e un grosso pezzo di hashish conservato in un involucro di cellophane, una collana, un bracciale d’oro, due orecchini con diamanti e un borsone nero. 

Il danneggiamento


Infine Athimni deve rispondere dell’accusa di danneggiamento perché nella camera dell’ostello avrebbe distrutto alcuni fogli e carte magnetiche appartenenti al turista inglese. Con la notizia dell’avviso di chiusura delle indagini preliminari, gli indagati, tramite i loro legali, potranno chiedere di presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa a indagini difensive, chiedere al pubblico ministero di compiere specifici accertamenti o chiedere un interrogatorio per chiarire la propria posizione. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Vando Scheggia, Levino Cinalli, Irene De Simio, Camillo Franceschini, Umberto Gramenzi e Marco Tomassini.

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