«Odontotecnico faceva il dentista». Finisce a processo, lui nega tutto

Sabato 17 Ottobre 2020 di Benedetta Lombo
Il tribunale di Macerata

MOGLIANO - Pur essendo odontotecnico avrebbe esercitato la professione di odontoiatra. Con questa accusa è finito sotto processo Luca Bigoni, 59enne di Montelupone. I fatti contestati risalgono ai mesi precedenti marzo del 2017, secondo la ricostruzione accusatoria (il fascicolo è del sostituto procuratore Luigi Ortenzi) Bigoni invece di esercitare l’attività paramedica di odontotecnico presso gli studi di un dentista a Mogliano, Civitanova e Montelupone, avrebbe esercitato senza averne la qualifica e quindi abusivamente la professione di medico odontoiatra per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato.

 

 
Ieri mattina in Tribunale a Macerata il giudice Francesca Preziosi e il pubblico ministero Francesca D’Arienzo hanno sentito il luogotenente della Guardia di finanza Simone Acciarresi in merito agli accertamenti svolti. Il militare ha spiegato che l’indagine era nata ad aprile del 2017 da un accertamento fiscale svolto nei confronti del dentista con studi a Mogliano, Civitanova e Montelupone da parte del Nucleo di polizia tributaria. Nel corso dei controlli era emerso che il titolare si avvaleva di due professionisti esterni e dell’assistenza continuativa di un dipendente, Bigoni. I finanzieri avevano quindi appurato lo stipendio annuo percepito dal dipendente e avevano evidenziato che l’odontotecnico aveva un tenore di vita molto più elevato rispetto ai redditi dichiarati (fino al 2015, secondo la ricostruzione della Finanza, aveva avuto una barca di nove metri e qualcosa che aveva rivenduto a 43.000 euro, vive in una villa di 8 vani, mentre la moglie, pur non dichiarando redditi, aveva cinque auto tra cui un’Audi TT e due Smart e due moto). Il finanziere ha spiegato che per questo motivo erano state effettuate ulteriori indagini che avrebbero fatto ritenere che il 59enne svolgesse abusivamente l’attività di medico dentista negli studi dell’odontoiatra. I militari avevano sentito dei testimoni, avevano trovato negli studi di Mogliano e Civitanova delle telecamere indirizzate all’ingresso degli studi, circostanza questa spiegata dalla Finanza con l’intento di identificare preliminarmente i clienti e ritenuta una situazione anomala e comunque non consueta. Sul profilo Facebook dell’odontotecnico i finanzieri avevano trovato una foto del 59enne in camice verde e immagini di materiale odontoiatrico e commenti su protesi dentarie. 
«Il mio cliente – ha commentato a margine del processo l’avvocato Giulio Abbate - non ha un processo per evasione fiscale. Le auto, la casa, la barca non fanno parte del processo, non gli viene contestata l’evasione fiscale ma l’esercizio abusivo della professione. Ritengono che lui da odontotecnico lavorasse come dentista, ma Bigoni non ha svolto nessuna attività di medico. Il titolare aveva assunto due giovani odontoiatri, Bigoni stava lì come odontotecnico perché doveva realizzare delle protesi. Non c’era assolutamente bisogno che lui mettesse le mani in bocca ai clienti perché c’erano altri due dentisti assunti per questo. Lo dicono anche molti testi, c’è solo una teste che lo accusa e che ha avuto un risarcimento di 10.000 euro per un dente devitalizzato». Prossima udienza a giugno.

 

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