Una vita intera per i più deboli: Porto Recanati piange la morte di Giorgio Porreca

Una vita intera per i più deboli: Porto Recanati piange la morte di Giorgio Porreca
Una vita intera per i più deboli: Porto Recanati piange la morte di Giorgio Porreca
di Giulia Sancricca
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Venerdì 2 Settembre 2022, 05:30 - Ultimo aggiornamento: 13:28

PORTO RECANATI  - La sua storica edicola in corso Mattetotti, l’impegno in politica e quello da presidente dell’associazione Tutela del diabetico di Porto Recanati di cui era presidente. È quello che in tanti ricordano di Giorgio Porreca, scomparso a 69 anni all’ospedale di Ancona, dove era stato ricoverato a seguito dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute. Molto conosciuto in città per il suo impegno nell’associazione Tutela del diabetico con la quale è spesso intervenuto a difesa delle fasce più deboli.


La politica 

Ma Porreca viene ricordato anche per il suo grande impegno politico: prima nelle fila del Pci, per il quale è stato consigliere comunale, poi con Rifondazione Comunista. Negli ultimi tempi si era avvicinato al Pd, tanto che ieri mattina, non appena la notizia della scomparsa di Porreca si è diffusa, la sezione locale dei dem lo ha ricordato subito con un post. «Nella sua lunga esperienza politica - scrive il Pd portorecanatese -, sin da giovanissimo, si è sempre contraddistinto per impegno e passione. Il suo coraggio e la sua grande voglia di vivere rappresenteranno per tutti noi un prezioso insegnamento». Civico Progetto Comune, gruppo del sindaco Andrea Michelini, ha scritto «La notizia della scomparsa di Giorgio Porreca ha fatto scendere un velo di tristezza nella nostra città. Giorgio era un vero appassionato di politica, una persona leale che si è sempre contraddistinta per il suo affabile modo di fare. Questa sua attitudine lo portava a essere amico di tutti e abbattere quelle barriere che purtroppo spesso la politica erige. Da sempre vicino alle fasce più deboli, ha dedicato un’intera esistenza a occuparsi di chi soffre, avendo la lungimiranza di dare vita a forme di associazionismo che intendevano tutelare chi, come lui, era stato colpito dalla malattia di cui soffriva».

A ricordarlo anche la consigliera del centrodestra Rosalba Ubaldi: «Ci hanno sempre diviso le idee politiche, ma non gli sono appartenuti gli insulti e si è sempre contraddistinto per una grande tolleranza verso chi non la pensava come lui». Così anche i rappresentanti di Pac e Porto Recanati 21-26. La camera ardente è stata allestita all’ospedale di Recanati. Questo pomeriggio alle 17, nella ex palestra Diaz, il funerale con rito laico. Il 69enne lascia i figli Ivan, Massimiliano, Dimitri e Giorgio.

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