La rabbia degli operatori balneari: «Da anni siamo senza la spiaggia, più attenzione per Scossicci»

Venerdì 6 Maggio 2022 di Giulia Sancricca
Gli effetti delle mareggiate sulla spiaggia di Scossicci

PORTO RECANATI - «Siamo stanchi di sentir parlare di soldi e progetti: noi siamo sempre in mezzo all’acqua». Sono infuriati gli operatori balneari di Scossicci che, nel mese in cui la stagione balneare dovrebbe essere iniziata grazie all’anticipo stabilito dalla Regione, non riescono a trovare la quadra tra lo spazio a disposizione in spiaggia e le prenotazioni.

 

«Il problema è il solito - dice il rappresentante locale dell’Abat, Massimiliano Tomassini -. In alcuni tratti il mare e i pennelli protettivi sono riusciti a salvaguardare la spiaggia, mentre in altri la situazione è disastrosa. I quattro pennelli che sono stati manutenuti l’inverno scorso hanno dato un po’ di respiro ad alcuni chalet, ma altri si trovano ancora in forte difficoltà. A settembre ci siamo congedati con i turisti con una spiaggia fragilissima e, per quanto una parte abbia trovato sollievo, globalmente siamo nella stessa situazione degli altri anni». 

«Non è possibile che per noi non ci sia la possibilità di lavorare dignitosamente - continua Tomassini -. Non possiamo fare programmi né prendere prenotazioni». Il paragone con la costa sud, dove lo stesso problema di Scossicci è stato risolto con le scogliere è inevitabile. «Non siamo invidiosi - precisa Tomassini -, ma loro possono programmare, possono stilare la pianta della spiaggia per prendere le prenotazioni degli ombrelloni. Per noi tutto questo è impossibile, nonostante Scossicci sia molto ambita a livello turistico. Basta vedere la zona da una foto aerea per comprendere la vocazione turistica di Scossicci: ci sono palazzine, residence, campeggi, stabilimenti balneari, bar e ristoranti. Tutte attività che danno tanti posti di lavoro: c’è tutto tranne la spiaggia. Scossicci ha tutto quello che serve ad una località turistica. Le persone chiamano per prenotare il pernottamento, ma poi non hanno l’ombrellone». Una situazione in balìa del vento e delle mareggiate. 

«Non possiamo prevedere che spiaggia avremo a luglio. Come la sabbia è arrivata può andar via». Così Tomassini, titolare lui stesso di uno chalet, si fa portavoce anche dello stato d’animo dei suoi colleghi. «Sentiamo parlare di progetti, tesoretti, programmi, ma noi stiamo sempre in mezzo all’acqua. La nostra è una constatazione, non una protesta. Di intenzioni, da parte delle istituzioni, ce ne sono state tante, di discorsi ne abbiamo sentiti diversi. Sentiamo annunciare piccoli stanziamenti e grandi tesoretti, ma di concreto non c’è ancora niente. Da troppi anni viviamo una situazione di instabilità. Chiediamo che il Comune si impegni: ci sono soldi a livello regionale e immaginiamo che le altre città faranno a gara per prenderli. Vorremmo sapere se anche Porto Recanati intende far parte di questa gara».
 

 

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