Picchia la mamma per avere i soldi per la droga e poi cerca di strangolare la sorella: l'imputata è una donna di 40 anni

Martedì 16 Novembre 2021 di Benedetta Lombo
Picchia la mamma per avere i soldi e poi cerca di strangolare la sorella: l'imputata è una donna di 40 anni

PORTO RECANATI - Picchia e prende a morsi la mamma per farsi consegnare i soldi per la droga, poi tenta di strozzare la sorella e, lo stesso giorno, dà fuoco all’appartamento. È accusata di tentato omicidio (della sorella), estorsione consumata e tentata e lesioni nei confronti della madre e incendio una 40enne di Porto Recanati detenuta, per quei fatti, nella casa circondariale di Teramo.

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Ieri si è aperto il processo a suo carico davanti ai giudici in composizione collegiale (presidente Andrea Belli) del Tribunale di Macerata. Secondo la ricostruzione accusatoria - il fascicolo è dell’allora sostituto procuratore Margherita Brunelli – la donna per circa cinque anni, dal 2016 all’estate appena trascorsa, avrebbe costretto la madre a consegnarle settimanalmente dai 20 ai 300 euro, arrivando a 1.500 euro al mese, soldi che la figlia avrebbe utilizzato per acquistare sostanze stupefacenti.

Per convincerla a darle i soldi la giovane avrebbe fatto di tutto: lanciato bottiglie e altri oggetti addosso al genitore, danneggiato mobili e suppellettili e minacciato di morte la madre: «O mi dai i soldi - le aveva detto in un’occasione - o spacco tutto e soprattutto la testa tua», «Tanto prima o poi ti ammazzo, ti elimino, non hai titolo di esistere». Poi quest’estate la situazione è degenerata: un giorno avrebbe aggredito per l’ennesima volta la mamma per farsi consegnare 250 euro, le aveva lanciato contro anche una bottiglia di vetro e successivamente l’aveva morsa su un avambraccio. Poi si era scagliata contro la sorella: le aveva stretto le mani al collo e l’aveva buttata sul letto, lì continuando a stringere le aveva puntato un ginocchio sul petto e l’aveva morsa ad un braccio quando la sorella aveva tentato di divincolarsi.

Per la Procura quell’aggressione non ha avuto esiti peggiori solo grazie all’intervento di un collega di lavoro della vittima presente alla discussione, che era intervenuto ed era riuscito a togliere le mani della 40enne dal collo della sorella. Quello stesso giorno, secondo la ricostruzione dell’accusa - ieri sostenuta in aula dal pubblico ministero Rosanna Buccini - la 40enne diede fuoco a due contenitori adiacenti alla porta di ingresso e le fiamme raggiunsero il soffitto della stanza che era stata invasa dal fumo. Ieri si è aperto il processo a carico della donna, la prossima udienza è stata fissata al 7 febbraio 2022.

Ultimo aggiornamento: 15:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA