Oceano colpito da paralisi subito dopo la nascita: raccolta fondi dei genitori per curarlo

Venerdì 21 Maggio 2021 di Giulia Sancricca
Porto Recanati, Oceano colpito da paralisi subito dopo la nascita: raccolta fondi dei genitori per curarlo

PORTO RECANATI - Un’ora e mezza. Tanto è bastato a due genitori per passare dalla gioia della nascita del loro figlio alla disperazione per le complicazioni che si sono verificate in seguito. Era il 25 gennaio dello scorso anno quando è venuto alla luce Oceano che, nel suo nome, sembra quasi racchiudere l’infinita speranza che mamma Azzurra e papà Francesco hanno per il miglioramento delle sue condizioni. 

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Il dramma

La storia della famiglia Rogani è quella di tante altre famiglie che sono costrette a fare i conti con la paralisi cerebrale dei loro bambini e quindi sempre alla ricerca di cure, fisioterapie e spiragli di luce che possano migliorare la vita dei figli. È per questo che Francesco Rogani ha fatto partire dalla sua città, Porto Recanati, una raccolta fondi su “GoFundMe per Oceano” e per aiutare i bambini con le stesse problematiche.
«Quando è nato nostro figlio andava tutto bene - racconta il papà - . Mentre era in braccio alla madre, un’ora e mezza dopo il parto, ha avuto una asfissia che gli ha causato danni neurologici importanti. Successivamente è intervenuto il personale sanitario per rianimarlo, ma sono rimasti dei danni neurologici gravi. Attualmente Oceano ha difficoltà respiratorie, difficoltà motorie, non ha recuperato la suzione quindi mangia attraverso la peg, ha un ritardo visivo e riflessi molto ritardati».
Problematiche per le quali non si sa quando e se ci potranno essere miglioramenti, ma la famiglia non vuole perdere la speranza ed è per questo che, attraverso la raccolta fondi, arrivata quasi all’obiettivo dei tremila euro, vorrebbe partecipare a un camping con full immersion riabilitativa, insieme a terapisti e professionisti del settore, organizzata dalla Elìce Onlus. «Sono molte le associazioni che seguono la nostra famiglia- prosegue Rogani - e ci auguriamo che questo campus possa essere un ulteriore tentativo per migliorare le condizioni di Oceano. I medici ci hanno sempre detto che scopriremo i miglioramenti solo nel momento in cui avverranno. È difficile fare pronostici». 

Le difficoltà

Quel che è certa è la realtà con cui i due genitori hanno dovuto fare i conti: «Un figlio con una disabilità, indipendentemente dal momento in cui accade, ti stravolge la vita - confida Rogani - . Mi è stato insegnato prima come inserirgli un tubo in gola, piuttosto che cambiargli il pannolino. Oceano ha bisogno di assistenza 24 ore al giorno e le difficoltà nella gestione sono davvero tante. La mamma è ancora in maternità. Io lavoro in una agenzia immobiliare di famiglia, cerco di organizzarmi con gli orari, ma riesco a lavorare poche ore al giorno». Poi però c’è il sorriso di Oceano, e ancora una volta la speranza sembra non avere fine.

 

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