Quattro Daspo urbani per la ​movida violenta. Il sindaco: «È la strategia giusta»

Domenica 20 Giugno 2021 di Giulia Sancricca
Da sinistra il questore Vincenzo Trombadore e il sindaco Roberto Mozzicafreddo

PORTO RECANATI - Quattro Daspo urbani dopo la movida violenta a Porto Recanati. Un appello che non è caduto nel vuoto quello del sindaco Roberto Mozzicafreddo che, dopo i primi tafferugli avvenuti in città, aveva sollecitato l’adozione dei Daspo e un giro di vite nei confronti degli autori. Sono quattro, infatti, quelli emessi nei confronti di altrettante persone identificate durante le indagini sulle risse che si sono verificate in centro nell’ultimo periodo. 

 

«È la strategia giusta. Sono arrivati i primi provvedimenti definitivi - dice il primo cittadino - a seguito delle varie richieste di Daspo che avevo fatto e dopo gli incontri con il Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico. Lo Stato si è dimostrato presente - sottolinea Mozzicafreddo - e lo ha fatto con l’impegno del prefetto Flavio Ferdani, del questore Vincenzo Trombadore e delle forze dell’ordine tutte che ci hanno mostrato la loro vicinanza istituzionale».

Entra nel vivo della questione il primo cittadino che, dagli ultimi due fine settimana di maggio fino all’aggressione di domenica scorsa al titolare di un locale in piazza Brancondi, ha dovuto far fronte all’emergenza della movida violenta: «Se si è riusciti ad arrivare al Daspo - dice - è grazie alle numerose e approfondite indagini che hanno fatto tutte le forze di polizia. Ma il nostro lavoro non termina qui, perché altre indagini sono in corso ed attendiamo di sapere cosa ne scaturirà».

Per emettere un Daspo, infatti, i responsabili del misfatto devono avere altri precedenti che si aggiungono a quanto segnalato. I carabinieri di Porto Recanati avevano acquisito sin da subito i filmati delle telecamere di videosorveglianza per le indagini; quelli girati con gli smartphone, invece, avevano fatto il giro del web, scatenando non poche polemiche tra i cittadini che hanno anche avviato una raccolta firme per chiedere un’estate all’insegna della sicurezza.

«Non so nello specifico in che modo sarà attuata la misura del Daspo - dice il sindaco -. Immagino che queste persone abbiano la limitazione in determinate fasce orarie e in alcune zone della città». Roberto Mozzicafreddo era stato attaccato su più fronti dalle minoranze, proprio sulla questione sicurezza: «Ho sempre detto - risponde - a chi chiedeva il progetto Strade Sicure, che è nato per obiettivi ben diversi dal controllo della movida e che una città come la nostra non ne ha bisogno». 

I riflettori che si sono accesi in tempo sui fatti di cronaca avvenuti in città hanno dunque permesso di stoppare sul nascere un fenomeno che stava preoccupando anche le attività economiche del posto: «Ci è stato possibile organizzare e calmierare qualsiasi avvenimento - ammette il sindaco - e questo va a vantaggio dei cittadini, dei turisti e dei commercianti. Perchè se Porto Recanati si fosse spopolata per il timore delle risse ne avrebbero risentito per primi i gestori dei locali. Questi provvedimenti - conclude - dimostrano che abbiamo portato avanti la linea dura che avevamo scelto. Che sia da monito per chi d’ora in poi volesse creare altri problemi».
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA