Covid, il sindaco risponde agli insegnanti: «Chiudere le scuole non ha senso. Fuori è più rischioso per i ragazzi»

Roberto Mozzicafreddo
Roberto Mozzicafreddo
di Veronica Bucci
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 17 Febbraio 2021, 02:30

PORTO RECANATI - «Dall’ultimo report risulta che i positivi sono 112 e le persone sottoposte a quarantena 120. Ribadiamo che sia i casi positivi che i concittadini sottoposti a quarantena debbono rimanere in casa». A parlare è il sindaco Roberto Mozzicafreddo, che entra subito nel merito della questione. «Nel report sono inclusi alcuni cittadini che sono residenti altrove ma hanno eletto il loro domicilio per la quarantena in appartamenti situati nel nostro Comune». 


«Nel corso delle ultime rilevazioni - prosegue Mozzicafreddo - sono emersi casi di positività nelle nostre scuole. I numeri reali, fortunatamente, sono di molto inferiori rispetto a quelli che vengono dichiarati da alcuni. Abbiamo chiesto alla dirigenza scolastica di fornire all’Asur, e a noi per conoscenza, l’elenco di tutti gli alunni assenti da scuola, anche senza alcun motivo sanitario, nei giorni precedenti alla chiusura in atto in occasione del Carnevale. L’Asur ha dato spiegazioni per ciascuno di essi. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di alunni che sono semplicemente “contatti” di positivi in famiglia, ma che non sono loro stessi positivi. Questi sono stati posti immediatamente in quarantena dall’Asur e non potranno essere riammessi a scuola se prima della scadenza della quarantena non saranno sottoposti a tampone di controllo e non avranno, ovviamente, certificato la loro negatività. In ogni caso, nella classi in cui si sono verificati i contagi, l’intera classe è stata posta in quarantena anche quando la positività è stata diagnosticata a qualche insegnante. Alcuni insegnanti hanno chiesto di chiudere le scuole. Noi riteniamo che con il provvedimento di chiusura delle scuole non si risolve il problema del contagio tra gli adolescenti ed i giovani in genere, perché questi avrebbero molte più ore libere per ritrovarsi in gruppo anche senza il rispetto delle regole di distanziamento e tutela.

La scuola è sicuramente il luogo più controllato. Il sindaco non può fare un provvedimento di tale importanza e gravità se non supportato da rilievi sanitari certificati. E l’Asur conferma che, allo stato attuale, non esistono motivi sanitari che depongano a favore di chiusure. Non ha senso chiudere le scuole e tenere aperto tutto il resto, così come non avrebbe senso chiudere un parco o un qualsiasi luogo perché gli eventuali assembramenti avverrebbero immediatamente in luoghi diversi». 


«Abbiamo esaminato, ed attentamente - conclude il sindaco -, la possibilità di effettuare uno screening di massa su tutti gli alunni dalla materna alle medie incluse, ed in tal senso abbiamo scritto sia ai responsabili dell’Asur che al presidente della giunta regionale Francesco Acquaroli ed all’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini, consapevoli che il problema non riguardi solo il nostro Comune. Qualora la nostra richiesta verrà accolta, allora e solo allora le scuole verranno chiuse per consentire la mappatura degli alunni e del personale scolastico e per il tempo necessario all’espletamento dello screening».

© RIPRODUZIONE RISERVATA