Antenna di 30 metri sfregio nella piana dei Papi. I residenti infuriati: «Togliete quello scempio»

Sabato 20 Febbraio 2021 di Arianna Carini
L'antenna per telefonia installata nella piana di Montorso

PORTO RECANATI - «Ecco a voi l’obelisco di Montorsetto, monumento commemorativo di quella che un tempo fu la sacra vallata di EurHope, oggi discarica di Loreto». E’ il preludio di una battaglia a colpi di carte bollate lo scritto apparso ieri sopra il cartello di cantiere della nuova antenna di telefonia mobile, al confine con Porto Recanati.

 

Un pugno nel ventre della piana, entrata nella storia assieme alle visite pastorali dei papi Wojtyla e Ratzinger, per i residenti dei due Comuni rimasti senza fiato di fronte a quel palo di 32 metri innalzato nel mezzo dell’incrocio che dalla periferia della città mariana conduce al mare. La proprietà del terreno è della “Delegazione Pontificia” per la Santa Casa: durante il mandato dell’allora sindaco Niccoletti, la segreteria dell’ente sottoscrisse il preliminare del contratto con la società francese di telecomunicazioni Iliad, subordinandolo alle autorizzazioni di legge, comprese quelle comunali. Autorizzazioni che il Suap del Comune di Loreto sarebbe stato costretto a rilasciare, con permesso a costruire del 30 ottobre 2020, perché il vecchio piano delle antenne, realizzato da Pieroni nel 2001 e mai più aggiornato, non prevederebbe vincoli nella zona agricola di Montorso.

«Sono arrabbiatissimo – commenta il sindaco attuale Moreno Pieroni sottolineando come prima della stipula contrattuale non ci sia stato alcun confronto fra Delegazione e Amministrazione -. Appena insediato, abbiamo cercato una soluzione alternativa, meno impattante, da proporre alla multinazionale. Purtroppo non è stato possibile, né siamo riusciti a trovare appigli nel piano antenne che ne impedisse la realizzazione. I cittadini stanno giustamente protestando. È uno scempio paesaggistico e ambientale, senza contare la preoccupazione per la salute. Non ci resta che valutare il ricorso al Tar».

A dare eco alle proteste dei residenti, i consiglieri Cristina Castellani e Gianluca Castagnani del gruppo d’opposizione SiAmo Loreto: «Sindaco e assessore agiscano sollecitamente per evitare che la nostra città debba perdere la sua integrità urbanistica e paesaggistica ed avere fama per essere diventata la città delle antenne telefoniche». 

Sul piede di guerra, anche gli abitanti di via del Sole e dintorni. «Porto Recanati si è trasformata nella dependance di scarico del materiale ingombrante di Loreto – afferma un cittadino -. Dopo gli scarichi della Fiumarella, tre ipermercati, il fast food, le ciminiere dell’azienda di asfalti e la pressione urbanistica, ecco l’antenna». Il malumore ieri ha raggiunto il palazzo comunale costringendo il sindaco Mozzicafreddo a intervenire su Facebook. «Il Comune di Loreto aveva indetto una conferenza di servizi alla quale siamo stati invitati a partecipare per l’ 11 marzo e parteciperemo. Molto prima di quella data il palo è stato eretto» scrive, comunicando di aver chiesto copia delle analisi dell’impatto elettromagnetico dell’antenna. 
 

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