Lite per i lavori contestati, disabile picchiato e minacciato con una siringa: in tre nei guai

Sabato 10 Ottobre 2020 di Benedetta Lombo
Pieve Torina, lite per i lavori contestati, disabile picchiato e minacciato con una siringa: in tre nei guai

PIEVE TORINA - «Io non lascio testimoni e se entro oggi non ho i soldi ritorno». Era stata questa la frase pronunciata da uno dei tre uomini accusati di tentata estorsione dopo aver picchiato un imprenditore disabile 77enne e la sua badante di origine romena.

LEGGI ANCHE:

«Bentornato nonno»: festa grande per Paolo che ha sconfitto il Covid dopo duecento giorni di ospedale

 

L'hacker turco le ruba l'account Instagram da 11mila follower: «Addio ai contatti commerciali»

 

Giovedì uno degli indagati, un imprenditore edile di 27 anni di Pieve Torina, è uscito dal carcere, il giudice gli ha concesso gli arresti domiciliari.

 

La vicenda risale allo scorso settembre, la vittima aveva commissionato alla ditta di Silvano Laurenti, 27enne di Pieve Torina, dei lavori di realizzazione del massetto sul tetto di una palazzina a Porto Sant’Elpidio. Un giorno, però, l’anziano nonostante le difficoltà motorie, aveva deciso di fare un sopralluogo per controllare lo stato dei lavori di ristrutturazione e si era recato nel cantiere. 

La ricostruzione 
E lì aveva trovato una situazione ben diversa da quella immaginata: mura danneggiate, materiale di risulta sparso un po’ ovunque e pozzetti rotti, insomma quanto bastava per fargli decidere di revocare l’incarico e far proseguire i lavori a un’altra ditta. Era la mattina del 14 settembre. Il 77enne prese il telefono e chiamò Laurenti per comunicargli la decisione. Alle 14.30 in tre si sarebbero presentati alla sua abitazione a Porto Sant’Elpidio: Laurenti, che era rimasto fuori a fare da palo insieme a un suo dipendente, Saif Akid (il tunisino di 30 anni è indagato in concorso con altri due per un tentato omicidio avvenuto a Torre di Palme il 31 gennaio di quest’anno ai danni di un marocchino e per quei fatti era agli arresti domiciliari con il permesso di andare a lavorare da Laurenti, ndr), mentre un terzo tunisino era entrato nell’appartamento. L’extracomunitario aveva puntato una siringa contenente del liquido giallo alla gola dell’anziano disabile minacciandolo di pagarlo altrimenti lo avrebbe ammazzato, poi aveva iniziato a picchiarlo. Le grida di dolore della vittima avevano richiamato l’attenzione della badante che era davanti casa e che, spaventata, era entrata e si era frapposta tra l’aggressore e l’imprenditore. Probabilmente solo il coraggio della donna evitò che la situazione degenerasse. I tre andarono via e da uno di loro la minaccia: «Io non lascio testimoni e se entro oggi non ho i soldi ritorno». Nei giorni successivi ci fu una spedizione punitiva, probabilmente legata alla tentata estorsione, quando più persone (al momento sconosciute) avevano aggredito con mazze da baseball il fidanzato della figlia della badante. 

Gli accertamenti 
Nel frattempo le indagini della Squadra mobile della questura di Fermo sono andate avanti e hanno portato, il 27 settembre scorso, all’arresto di due dei tre indagati: l’imprenditore Laurenti e il tunisino Akid che sono finiti entrambi in carcere. Due giorni dopo si è svolto l’interrogatorio di garanzia. Laurenti, difeso dall’avvocato Tiziano Luzi, ha risposto alle domande del gip del Tribunale di Fermo, Maria Grazia Leopardi, affermando di aver accompagnato il tunisino che ha materialmente aggredito l’imprenditore disabile per paura e di non essere intervenuto quando aveva sentito le grida di aiuto dell’imprenditore 77enne perché era rimasto letteralmente “pietrificato” dalla paura. Giovedì, a seguito di una seconda istanza presentata dall’avvocato Luzi, il Gip ha revocato la custodia in carcere e ha applicato la misura degli arresti domiciliari nell’abitazione a Pieve Torina. Il giovane imprenditore non potrà avere rapporti con persone diverse da quelle con cui convive e non potrà allontanarsi dalla propria abitazione senza una preventiva autorizzazione. 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA