Dopo 40 anni ritorna sulla nave che la portò in salvo in Vietnam. «Ero appena nata, ringrazio l'Italia»

Luong Tu Phung sulla nave
Luong Tu Phung sulla nave
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Sabato 11 Gennaio 2020, 11:23
CORRIDONIA - Dopo 40 anni sale a bordo dell’imbarcazione che ha salvato lei e la sua famiglia. Aveva pochi mesi all’epoca, oggi ha 40 anni e per lei quel ritorno sulla nave Stromboli è stato un salto nel passato in Vietnam. Una terra lontana, dove non è più tornata: nel suo cuore e in quello della sua famiglia c’è Corridonia, la cittadina che l’ha accolta con amore, con una vera e propria corsa per vestire e sfamare quella bimba dagli occhi a mandorla, arrivata con la sua famiglia.
È toccante la storia di Luong Tu Phung, dottoressa in Scienze della comunicazione, che oggi vive e lavora a Vallefoglia (Pesaro-Urbino), è sposata ed è mamma di una bimba. Aveva due mesi quando la nave della Marina Militare, la Stromboli, e altre due navi italiane, trassero in salvo lei e altri 906 profughi vietnamiti, tra cui 125 bambini, sulle coste vietnamite per soccorrere civili in fuga durante una delle prime missioni a carattere umanitario. Nei giorni scorsi sono stati celebrati i 40 anni da quello storico salvataggio con una cerimonia solenne, a Taranto, alla quale hanno preso la parte Luong Tu Phung e suo fratello. È stata la donna, negli anni, a voler conoscere la sua storia, a documentarsi e ad incontrare altri profughi, molti dei quali oggi vivono nel Nord Italia. «In agosto ho trovato questo video della Marina Militare e mi sono resa conto di quello che ho vissuto. Volevo conoscerlo davvero, non soltanto attraverso i racconti di mia madre – ha raccontato Luong Tu Phung –. Ero molto curiosa di incontrare l’equipaggio dell’epoca (lei e la sua famiglia erano proprio a bordo della Stromboli) e ho deciso di partecipare ad una serie di eventi che mi hanno permesso di conoscere altri vietnamiti. Poi ho scritto alla Marina, chiedendo di poter visitare la nave Stromboli a bordo della quale, insieme alla mia famiglia, sono salita quando avevo due mesi. Era l’ottobre del 1979. La Marina ha accolto con soddisfazione la mia richiesta, per loro quel salvataggio dall’altra parte del mondo è motivo di orgoglio. E, per me, salire a bordo della Stromboli è stato rendere loro omaggio». Da qui la cerimonia sul ponte della nave, alla quale come si diceva hanno preso parte lei e il fratello, una delegazione dell’equipaggio di allora, visibilmente commosso ed emozionato, e quello attuale. «Una cerimonia solenne, emozionante, in alta uniforme – ha raccontato ancora la donna – che mi ha fatto capire quello che ho vissuto. Sono spuntate fuori tante vecchie fotografie che i militari dell’equipaggio avevano conservato. In una ci sono io, in un’altra c’è mia madre». Dopo il viaggio della salvezza, l’arrivo a Corridonia. E il ringraziamento all'Italia. «La mia famiglia è arrivata qui per caso – ha continuato Luong Tu Phung –. Eravamo i primi profughi, i primi stranieri arrivati a Corridonia. Tra i cittadini è stata quasi una gara ad aiutarci. A mio padre hanno trovato un lavoro, a me che avevo pochi mesi portavano pannolini, vestitini e lenzuola. Io oggi lavoro per l’azienda della signora che ci accolto».
«Non ci è mancato nulla - racconta ancora la quarantenne corridoniana -. E io oggi parlo con l’accento maceratese, sono sempre vissuta a Corridonia anche se da piccola un po’ mi vergognavo di essere stata profuga. Non ero del tutto italiana, ma di fatto non era nemmeno del tutto vietnamita. Sono nata su un barcone. E in Vietnam ancora non sono mai stata. Ma arriva un momento in cui ci si rende conto delle proprie origini. E visitare il Vietnam per sarebbe un po’ come chiudere il cerchio, allo scoperta della cultura e delle tradizioni».
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