L'operaio arrestato al giudice: «Spacciavo perché ero rimasto senza soldi a causa del virus»

Martedì 19 Maggio 2020
Il Tribunale di Macerata
POTENZA PICENA - «Ho acquistato la droga perché ero senza soldi per colpa del Coronavirus». Così ieri mattina si è giustificato A. B., portopotentino di 42 anni, arrestato venerdì scorso dalla guardia di finanza di Civitanova dopo essere stato trovato in possesso di 322 grammi di marijuana, di due grammi di cocaina e di 2.350 euro in contanti ritenuti dai finanzieri provento di spaccio. Il 42enne ieri mattina si è recato in commissariato a Civitanova insieme ai sui legali, gli avvocati Simone Santoro e Gian Luigi Boschi, per la convalida dell’arresto celebrata da remoto attraverso il programma Teams. A.B. al giudice per le indagini preliminari Domenico Potetti ha raccontato che la cocaina l’aveva acquistata per uso personale mentre i tre etti di marijuana, invece, li aveva presi per spacciarli perché era rimasto senza soldi a causa del lockdown dovuto al Covid-19. Operaio in una ditta, l’azienda per cui lavora non aveva ancora riavviato l’attività produttiva e lui non avrebbe ancora preso la cassa integrazione così il 42enne ha riferito di aver deciso di spacciare per provvedere alla propria famiglia.
Subito dopo l’arresto A.B. era stato posto agli arresti domiciliari, ieri invece il gip dopo aver convalidato l’arresto ha accolto parzialmente la richiesta dei legali (gli avvocati avevano chiesto in prima istanza la liberazione) disponendo per il portopotentino la misura meno afflittiva dell’obbligo di firma. Ad arrivare ad A.B. erano stati i finanzieri guidati dal capitano Tiziano Padua, impegnati in specifici controlli sul territorio. Stavano pattugliando la zona dell’ingresso del casello dell’autostrada venerdì pomeriggio quando avevano notato movimenti sospetti. Poi sviluppando gli indizi raccolti erano arrivati al portopotentino. © RIPRODUZIONE RISERVATA