Iva non versata per 300mila euro: scatta il maxisequestro a un imprenditore

Venerdì 6 Maggio 2022 di Giuseppe Porzi
Iva non versata per 300mila euro: scatta il maxisequestro a un imprenditore

MORROVALLE  - Su disposizione del giudice per le indagini preliminari le Fiamme Gialle civitanovesi hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, dell’importo di oltre 300.000 euro, pari alla somma che nons arebbe stata versata all’Erario dal titolare di una ditta individuale attiva nel settore tessile, operante nel comune di Morrovalle. L’imprenditore è stato anche segnalato per il reato di omesso versamento dell’Iva.

 


Il provvedimento fa seguito a un accertamento fiscale eseguito dall’Agenzia delle Entrate che ha portato alla segnalata all’autorità giudiziaria della posizione del responsabile della ditta. Dalle verifiche è emerso il mancato versamento di dell’Iva per oltre 300.000 euro, superiore quindi alla soglia di punibilità prevista dalla legge. Sulla base degli elementi raccolti la Procura ha proposto e ottenuto dal Gip l’emissione di un decreto di sequestro preventivo per la somma riscontrata, volto a preservare il credito erariale. Sono stati così delegati alla Compagnia della Guardia di finanza di Civitanova tutti gli ulteriori accertamenti indispensabili per una ricostruzione della capacità patrimoniale e finanziaria della persona indagata e al termine delle verifiche è stato possibile sottoporre a sequestro oltre 120mila euro da conti correnti bancari e un’autovettura.

L’attività delle Fiamme Gialle è stata effettuata in attuazione all’accordo di collaborazione sottoscritto a marzo del 2015 tra la Procura della Repubblica di Macerata, la direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate e il comando provinciale della Guardia di finanza, finalizzato a rafforzare la collaborazione istituzionale per contrastare le forme più gravi di evasione fiscale punite dalla legge come reato e a favorire l’aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati, attraverso il sequestro e la successiva confisca dei beni di valore corrispondente alle imposte evase. Il sequestro per equivalente è ritenuto uno degli strumenti più efficaci per contrastare l’evasione fiscale. Esso viene considerato la migliore risposta per rendere immediatamente esecutivo il prelievo erariale e scoraggiare gli imprenditori disonesti che, confidando anche nelle lunghezze procedurali, cercano di sottrarsi alle misure cautelari spogliandosi dei beni o intestandoli a dei prestanome. 

La lotta all’evasione fiscale e soprattutto alle grandi frodi, costituisce un obiettivo prioritario per la Guardia di finanza, teso a tutelare non solo le entrate per i bilanci dello Stato e degli Enti locali, ma anche imprese e professionisti che operano nella piena e completa osservanza delle leggi.

 

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