Ciclista travolto e ucciso, giovane patteggia: stava rispondendo a un messaggio sul cellulare

Giovedì 21 Aprile 2022 di Benedetta Lombo
L'incidente

MORROVALLE - Investì e uccise un 57enne in bicicletta, l’automobilista, un giovane 29enne del posto, ieri ha patteggiato la pena di 10 mesi e 20 giorni di reclusione e quattro mesi di sospensione della patente. L’incidente mortale avvenne il 20 agosto del 2019. Erano circa le 7 quando Giovanni Ripari, 57enne, in sella alla sua bici stava percorrendo via Brodolini con direzione monti/mare. Dietro di lui, poco dopo era arrivata una Fiat Panda, alla guida c’era il giovane, volontario della Croce Verde, diretto alla sede dell’associazione. 

 

 
Secondo la ricostruzione effettuata dagli inquirenti (il fascicolo era del pubblico ministero Claudio Rastrelli) il giovane stava percorrendo la strada ad una velocità superiore a quella consentita, 65 Km/h a fronte del limite dei 50 Km/h, con i raggi del sole che gli impedivano una netta visibilità della strada (e che quindi avrebbero dovuto portarlo a procedere con una velocità ridotta rispetto al limite imposto) e distratto dalla lettura di un Sms appena ricevuto sul cellulare e al quale stava rispondendo quando tamponò la bicicletta. L’impatto, violentissimo, piegò la ruota posteriore della bici, il 57enne fu sbalzato sul cofano della macchina finendo contro il parabrezza poi, a causa della frenata del giovane, fu catapultato in avanti finendo sull’asfalto. 
Immediatamente fu richiesto l’intervento dei sanitari del 118, sul posto intervenne anche l’eliambulanza partita da Ancona, a bordo della quale la vittima venne trasportata al pronto soccorso dell’ospedale regionale di Torrette, ma il cuore di Ripari smise di battere all’arrivo nella struttura dorica. Troppo gravi le ferite riportate a causa dell’incidente. A carico dell’automobilista fu aperto un fascicolo per omicidio stradale, nella scorsa udienza, tramite l’avvocato Sabina Bidolli, chiese di poter accedere al rito del patteggiamento ma l’udienza fu rinviata per dimostrare che la famiglia della vittima era stata risarcita. 
Ieri davanti al Gup Domenico Potetti è stato formalizzato il patteggiamento a 10 mesi e 20 giorni di reclusione e quattro mesi di sospensione della patente. Il pubblico ministero in aula era Vincenzo Carusi. La difesa ha sempre contestato la circostanza che il 29enne fosse distratto dall’uso del cellulare.

 

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