Omicidio di Rosina, i tre familiari affrontano l’udienza preliminare. Arianna, il padre Enrico e il figlio Enea domani in tribunale

Giovedì 18 Novembre 2021 di Benedetta Lombo
Rosina Carsetti

MONTECASSIANO - Si terrà domani mattina in Tribunale a Macerata l’udienza preliminare a carico di Arianna Orazi, 49 anni, del figlio 21enne Enea Simonetti e del padre 79enne Enrico Orazi per l’omicidio della madre della prima (e di conseguenza nonna di Enea e moglie di Enrico) Rosina Carsetti, uccisa soffocata a 78 anni il giorno della vigilia di Natale dello scorso anno.

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Era il tardo pomeriggio del 24 dicembre 2020 quando l’anziana fu trovata senza vita al primo piano della villetta di via Pertini 31 a Montecassiano, a dare l’allarme era stata la stessa figlia con una chiamata al 112 in cui disse di essere stata aggredita da un rapinatore.
Come appurato successivamente dal medico legale Roberto Scendoni, Rosina era morta per “strozzamento, soffocamento e schiacciamento del torace che provocavano un’asfissia acuta da compressione delle vie aeree del collo, della bocca e del mantice toracico e il conseguente decesso”. Per il pubblico ministero Vincenzo Carusi a uccidere l’anziana furono i suoi stessi familiari al culmine di una convivenza costellata da maltrattamenti e soprusi nei confronti della vittima «sottoposta – scrive la Procura – a una coabitazione umiliante e penosa», per questioni di tipo economico. Domani i tre (Arianna è reclusa al carcere di Villa Fastiggi, Enea a Montacuto mentre Enrico è libero) compariranno davanti al giudice dell’udienza preliminare Claudio Bonifazi e al pm Carusi. Con loro ci saranno gli avvocati Andrea Netti e Valentina Romagnoli per Enea e Arianna, e l’avvocatessa Barbara Vecchioli del foro di Fermo per Enrico. Il cambio della difesa si è avuto lo scorso 30 settembre dopo che Enea, interrogato dal gip a seguito della sua richiesta di revoca della misura, aveva accusato il nonno del delitto della nonna: «Mia madre mi ha detto che l’autore materiale dell’omicidio è stato mio nonno», aveva raccontato al giudice. I dettagli forniti dal giovane però non avevano convinto il gip che aveva rigettato l’istanza confermando la misura carceraria. Domani, dunque, l’udienza preliminare. Il mese scorso gli avvocati Netti e Romagnoli si erano detti pronti ad affrontare la Corte d’Assise, una via obbligata dal momento che con la contestazione dell’omicidio pluriaggravato (oltre ad altri reati) i legali non potranno chiedere riti alternativi.

 

 

Ultimo aggiornamento: 19 Novembre, 13:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA