La svolta nel giallo di Rosina dagli accertamenti dei Ris, attesa per gli esami su dna e vestiti

Rosina Carsetti
Rosina Carsetti
di Benedetta Lombo
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Venerdì 5 Febbraio 2021, 04:15

MONTECASSIANO - Sono trascorse sei settimane dall’uccisione di Rosina Carsetti, la casalinga di 78anni strangolata il pomeriggio della vigilia di Natale nella sua abitazione in via Sandro Pertini a Montecassiano. La prossima settimana potrebbe portare nuove e importanti novità nell’indagine avviata dal procuratore capo Giovanni Giorgio e dal sostituto Vincenzo Carusi per far luce su quanto accaduto quel tragico giorno tra le 16.30 e le 18.30. 

 
È in questo lasso di tempo, infatti, che secondo il medico legale Roberto Scendoni va collocata la morte dell’anziana e da lunedì ulteriori elementi entreranno nel puzzle investigativo grazie agli accertamenti del Reparto investigazioni scientifiche che l’8 febbraio inizieranno a Roma gli accertamenti irripetibili su campioni repertati e su oggetti sequestrati dagli inquirenti.
Per i familiari di Rosina: il marito Enrico Orazi, di 81 anni, la figlia Arianna di 48 anni e il nipote Enea Simonetti, di 20 anni, tutti indagati per omicidio volontario in concorso, parteciperà agli accertamenti il consulente di parte nominato dagli avvocati Andrea Netti e Valentina Romagnoli, si tratta della genetista Anna D’Ambrosio, docente di Applicazione forense all’Università La Sapienza di Roma. Nello specifico dovranno essere analizzati in laboratorio i campioni biologici estratti dalle unghie di Rosina e i campioni di Dna prelevati sul corpo dell’anziana oltre ai vestiti indossati il giorno dell’assassinio. 
I risultati di questi accertamenti forniranno sicuramente un contributo importante alle indagini e saranno dirimenti per capire quale delle due ricostruzioni è quella vera, se quella ipotizzata dalla procura (ovvero che a uccidere l’anziana siano stati i suoi stessi familiari con cui condivideva l’abitazione) o quella sostenuta dai familiari (un rapinatore vestito di nero con cappello, mascherina e calzari che appena entrato in caso ha ammazzato l’anziana per poi legare la figlia e il marito mentre il nipote era al supermercato. Il 20enne, dopo la spesa, per circa un’ora e mezza era rimasto in macchina a giocare col cellulare prima di rientrare a casa). Chi ha ammazzato Rosina ha lasciato sicuramente tracce di sé sul cadavere, anche perché per soffocarla le è salito sul torace rompendole quattordici costole e da quanto emerso, nella dettagliata descrizione data dalla figlia Arianna del presunto rapinatore, ad oggi non sarebbe stato mai fatto riferimento a guanti indossati dall’assassino. 
Altri oggetti che finiranno sotto la lente dei Ris sono i due cavi dell’aspirapolvere che il malvivente avrebbe staccato dai Folletto per legare figlia e padre, i due calzini indossati da Arianna e infilati in bocca a lei e al padre per non farli urlare e poi ancora i 2.000 euro che Arianna aveva in borsa (stessa cifra portata via dal rapinatore il 24 dicembre scorso), e un accendino trovato accanto al corpo della vittima. Sono attesi invece i risultati degli accertamenti compiuti dal consulente della procura sulla portafinestra della cucina che secondo i familiari sarebbe stata forzata (ipotesi questa smentita dai carabinieri della Scientifica di Ancona dopo una prima analisi, ndr), mentre il consulente informatico Luca Russo ha consegnato ulteriori risultati delle analisi compiute sui dispositivi sequestrati agli indagati.

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