Rosina strangolata in casa, il marito Enrico sotto choc: «Dio mi perdoni per ciò che ho fatto»

Sabato 13 Febbraio 2021 di Daniel Fermanelli
Montecassiano, Rosina strangolata in casa, il marito Enrico sotto choc: «Dio mi perdoni per ciò che ho fatto»

MACERATA - «Chiedo perdono a Dio per quello che ho fatto». Un vero e proprio sfogo quello di Enrico Orazi, marito di Rosina Carsetti, uccisa in casa la vigilia di Natale. Parole dette non sapendo di essere intercettato dagli inquirenti e che sono finite agli atti dell’inchiesta coordinata dal procuratore capo Giovanni Giorgio e dal sostituto Vincenzo Carusi. Il 79enne ha detto di avere fatto «quello che gli è stato detto».

 

Ovvero andare nel bagno per aggiungere il suo tassello al puzzle della messinscena della rapina. Enrico - secondo gli investigatori rispettando il copione che gli era stato affidato dalla figlia Arianna e dal nipote Enea - aveva sempre detto che il giorno dell’omicidio stava guardando la televisione. Poi l’arrivo del rapinatore, che lo avrebbe portato in bagno, legato a una sedia e picchiato.

I dubbi 

Una ricostruzione a cui i magistrati non hanno mai creduto. Per la Procura quella di Enrico è una posizione più defilata. Non è stato lui a compiere l’omicidio e nemmeno a organizzarlo. Ma non avrebbe fatto nulla per evitare il delitto, dando invece il suo contributo alla simulazione della rapina. Per questo è ritenuto coinvolto, ma nei suoi confronti non è stata applicata alcuna misura cautelare. Tra lui e Rosina i rapporti erano profondamente deteriorati, tanto che la vittima dell’omicidio era intenzionata a chiedere la separazione. Ora l’anziano è sconvolto e ieri mattina, parlando con il suo avvocato Andrea Netti, ha anche minacciato gesti inconsulti. «Sono distrutto. Cosa farò senza Arianna e mio nipote Enea?», ha detto con il volto rigato dalle lacrime. «Una situazione delicata - spiega Netti -. Grazie al figlio (Enea Orazi, ndr) fortunatamente siamo riusciti a calmarlo». L’anziano, da quando la villetta di Montecassiano è sotto sequestro, vive a Corridonia con il figlio e la nuora Monica. «Sia io che mio marito - racconta quest’ultima - abbiamo sperato fino alla fine che la ricostruzione dei carabinieri non fosse vera. E per noi vale sempre la presunzione d’innocenza. Non conosco gli elementi alla base degli arresti, solo l’idea che Arianna ed Enea possano avere ucciso Rosina ci spezza il cuore. Con loro abbiamo sempre avuto ottimi rapporti. Hanno dormito a casa nostra fino a due giorni fa». Di recente si erano trasferiti nel loro negozio di autoricambi in via Rosati a Macerata («dove c’è un grande divano», dice Monica). Ed è proprio nel negozio che Arianna e il figlio Enea sono stati arrestati ieri all’alba. All’arrivo dei carabinieri non hanno detto una parola. «Evidentemente se lo aspettavano», confida un investigatore. 

 

Ultimo aggiornamento: 09:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA