Delitto di Rosina, negata la scarcerazione di Enea. Il giovane è imputato con la mamma e il nonno

Mercoledì 24 Novembre 2021 di Benedetta Lombo
Enea Simonetti

MONTECASSIANO - Enea Simonetti resta in carcere. Il Gup Claudio Bonifazi respinge la richiesta degli avvocati Andrea Netti e Valentina Romagnoli. È il secondo rigetto in due mesi. Ieri il giudice ha sciolto la riserva rigettando la richiesta formulata venerdì scorso dai difensori del 21enne (accusato insieme alla mamma Arianna Orazi, 49 anni, e al nonno Enrico Orazi, 79 anni, di aver ucciso la vigilia di Natale la nonna Rosina Carsetti) di modifica della misura dalla detenzione carceraria ai domiciliari. 

 
Già il 30 settembre scorso i legali avevano avanzato la stessa richiesta dinanzi al gip Giovanni Maria Manzoni ma anche in quel caso il magistrato non aveva accolto l’istanza. Enea, dunque, resterà in carcere a Montacuto. La richiesta era stata proposta venerdì scorso durante l’udienza preliminare a carico dei tre e conclusasi con il rinvio a giudizio di tutti gli imputati. Il processo in primo grado dinanzi alla Corte d’Assise di Macerata si aprirà ad anno nuovo, il prossimo 20 gennaio.


Prima di quella data ci sarà un’udienza filtro per il conferimento dell’incarico a un perito che dovrà trascrivere le intercettazioni ambientali eseguite nel corso delle indagini. Si è trattato di un passaggio dovuto dopo che i difensori di Arianna ed Enea si erano opposti all’acquisizione delle intercettazioni trascritte dal consulente della Procura perché, a loro dire, in alcuni casi non ci sarebbe concordanza tra l’audio e la trascrizione fatta dal consulente di parte.


«Sento di dover fare qualche cosa per Enea – aveva detto venerdì scorso l’avvocato Netti –, a 20 anni è schiacciato da qualche cosa che a mio avviso non merita. Al giudice – aveva poi proseguito – abbiamo sollevato elementi oggettivi, abbiamo cercato di unire i tasselli di un mosaico che è già dentro il fascicolo: il fatto che la morte di Rosina si colloca più verso le 20 che le 16.30 per l’assenza di ipostasi sul corpo e di rigidità cadaverica all’arrivo dei medici del 118 nella villetta di via Pertini». 


Questo per dire che Enea non era in casa al momento dell’omicidio (il 21enne il pomeriggio della vigilia di Natale era uscito da casa verso le 17.45 per poi rientrare solo alle 19.50), ma per il medico legale Roberto Scendoni la morte si colloca in un range più ampio che va dalle 16.30 alle 18.30. Sicuramente l’ultima telefonata fatta da Rosina è alle 16.57, da quel momento fino alle 17.45 in casa c’erano tutti e tre gli imputati.

 

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