Delitto di Rosina, telefonini e computer sotto la lente. Attesi i riscontri dell’analista forense

Domenica 17 Gennaio 2021 di Benedetta Lombo
Delitto di Rosina, telefonini e computer sotto la lente. Attesi i riscontri dell analista forense

MACERATA - Quella che sta per aprirsi potrebbe essere una settimana decisiva per le indagini sull’omicidio di Rosina Carsetti. L’analista forense Luca Russo, incaricato dalla procura di effettuare analisi su cellulari e altro materiale informatico sequestrato ai familiari della 78enne (il marito Enrico Orazi, la figlia Arianna e il nipote Enea Simonetti, iscritti sul registro degli indagati per omicidio volontario in concorso, simulazione di reato e favoreggiamento), nei prossimi giorni infatti dovrebbe depositare una relazione preliminare. 

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  Lo scorso 4 gennaio il sostituto procuratore Vincenzo Carusi aveva formalizzato l’affidamento dell’incarico ponendo al consulente dei quesiti a cui il professionista avrebbe dovuto rispondere entro 60 giorni. Ma questa settimana potrebbe depositare i primi risultati con alcuni dei riscontri richiesti dal magistrato. I dispositivi finiti sotto la lente del consulente sono un orologio Watch series 4, due iPad Mac e il telefonino Brondi utilizzato dalla vittima, e altri dispositivi sequestrati nel corso del secondo sopralluogo, ovvero i cellulari dei tre indagati: un Saiet, un iPhone modello XS e un iPhone XSMAX. Tra i quesiti posti a Russo ci sono l’acquisizione dei contenuti presenti anche in cloud e qualsiasi tipo di file contenente informazioni sui rapporti tra la casalinga uccisa e i suoi familiari, indagati e non, di natura personali, familiari e patrimoniali. Al consulente è stato anche chiesto di acquisire dai supporti sequestrati registrazioni audio o video, siti Internet visitati e recuperare i dati eventualmente cancellati.


Intanto in questi giorni sono emersi ulteriori particolari sulla vicenda. Il primo riguarda 2mila euro trovati nella borsa di Arianna (stessa cifra che il rapinatore - che secondo i familiari avrebbe ucciso Rosina - si sarebbe portato via, ndr) insieme a compresse di Xanax (medicinale che sembra prendesse Rosina, ndr). A tale proposito il legale della famiglia, l’avvocato Andrea Netti, ha spiegato che i soldi sarebbero una parte del ricavato della vendita di una moto avvenuta pochi giorni prima della morte di Rosina mentre lo Xanax era insieme ad altre medicine scadute della 78enne che la figlia aveva recuperato. Un altro particolare riguarda un post-it poggiato sul cruscotto dell’auto di Enea su cui erano riportati degli appunti (Cisl con chi ha parlato Rosi; tabulati utenza fissa ottobre, nov, dicembre; telefonare all’amica di Rosi; amico Enea; numero Bracalente), per il legale sarebbero appunti presi da Arianna nel corso di una riunione con gli avvocati. «Le ho chiesto di contattare l’amica di Rosina ma non c’è riuscita», ha commentato l’avvocato.  


 Un’altra indiscrezione poi riguarda i risultati degli accertamenti sulla portafinestra che per i familiari sarebbe stata forzata dal rapinatore per introdursi in casa, ma i carabinieri della Scientifica di Ancona non hanno trovato segni di effrazione. Resta da capire ancora cosa Rosina abbia raccontato il 19 dicembre scorso all’operatrice del Centro antiviolenza. Per i familiari avrebbe chiesto informazioni per ottenere una pensione sociale, una circostanza ritenuta singolare dalla psicologa Margherita Carlini, responsabile del centro antiviolenza di Recanati, dal momento che per quel tipo di informazione l’operatrice non avrebbe fissato a Rosina, come invece è accaduto, un incontro con l’avvocato.

 

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